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Libia, cecchini bloccano avanzata forze Cnt a Sirte

SIRTE (Reuters) – Il fuoco dei cecchini delle forze leali a Muammar Gheddafi ha bloccato oggi l’avanzata delle truppe del Consiglio Nazionale Transitorio a Sirte, facendo apparire quantomeno ottimistiche le previsioni di una fine rapida della battaglia.

I residenti che hanno abbandonato la città natale di Gheddafi hanno detto che molti civili stanno morendo.

Un uomo ha raccontato che un razzo ha ucciso il figlio di 11 anni e che è stato costretto a seppellirlo esattamente dove è morto perché i combattimenti troppo intensi gli hanno impedito di portarlo al cimitero.

Conquistare Sirte è di capitale importanza per i nuovi governanti libici, che non possono concentrarsi sul piano di riforma democratica finché non avranno conquistato uno degli ultimi bastioni di Gheddafi.

Quella che una volta era una città di pescatori, è stata infatti trasformata dal Rais nella seconda capitale di tutta la Libia. Il Parlamento spesso si è riunito a Sirte e nella parte meridionale della città si sono tenuti anche diversi summit internazionali.

I comandanti del Cnt avevano detto di aspettarsi di poter conquistare Sirte, città di 75.000 abitanti, entro il weekend.

Ma i lealisti di Gheddafi, molti dei quali sono tornati a Sirte quando hanno perso il controllo di altre città, stanno resistendo in maniera feroce, non avendo altre zone dove andare.

“Molti di loro sono veterani, i fanatici più estremisti. Ci sono anche mercenari e persone assolutamente fedeli a Gheddafi”, ha detto Matthew Van Dyke, un americano che sta combattendo con le forze anti-Gheddafi.

“Non si arrenderanno”, ha detto Van Dyke, che ha raccontato di essere arrivato in Libia sette mesi fa per far visita ad un amico, arrestato poi dalle forze di Gheddafi, e di essersi unito alle truppe del Cnt per il suo rilascio.

“Ci vorrà un po’. Stiamo perdendo molti uomini per via dei cecchini”.


Zouhir Louassini

Zouhir Louassini. Giornalista Rai e editorialista L'Osservatore Romano. Dottore di ricerca in Studi Semitici (Università di Granada, Spagna). Visiting professor in varie università italiane e straniere. Ha collaborato con diversi quotidiani arabi tra cui al-Hayat, Lakome e al-Alam. Ha pubblicato vari articoli sul mondo arabo in giornali e riviste spagnole (El Pais, Ideas-Afkar). Ha pubblicato Qatl al-Arabi (Uccidere l’arabo) e Fi Ahdhan Condoleezza wa bidun khassaer fi al Arwah ("En brazos de Condoleezza pero sin bajas"), entrambi scritti in arabo e tradotti in spagnolo.

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