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Libano: uno Stato debole con un sistema forte

Libano
In Libano c’è un discorso che si sta diffondendo sempre di più e che cerca di capire il mal funzionamento del paese. Per molti il problema centrale è una differenza di potere e forza tra lo Stato e il sistema

Di Ahmad Beydoun. Al-Quds al-Arabi (31/12/2016). Traduzione e sintesi di Claudia Negrini.

È da qualche mese che leggo e sento qua e là che lo Stato libanese è “debole” ma il suo sistema, quello organizzato in fazioni, è al contrario, molto “forte”. Non so chi sia stato il primo a fare questa diagnosi, ma tutti cercano di spiegare le motivazioni dello stallo che il Paese vive da molti anni.

Trovo molto interessante analizzare tale sentenza. La prima domanda della quale vorrei discutere riguarda la possibilità di separare lo Stato dal sistema. Dipendiamo ormai dallo “Stato” e crediamo che il sistema ne derivi automaticamente e lo includa. Lo Stato, dovrebbe essere quella autorità incaricata dell’apparato istituzionale con i suoi vari strumenti e gradi. Questo è intenzionale, spontaneo, e non ha nulla a che vedere con la terra, i confini, gli abitanti o l’autorità sovrana. In poche parole è giusto dire il contrario del concetto più diffuso, ovvero che il sistema include lo Stato.

Questa idea è plausibile – addirittura auspicabile – quando parliamo di sistemi composti da fazioni diverse come il Libano. Sono sistemi che devono far fronte alle difficoltà riguardanti la diversità confessionale ricca di tensioni e di polarizzazioni territoriali in base ai clan, ai servizi sociali, al potere d’acquisto e via dicendo.

Questo è il problema che nasce dalla separazione tra i due concetti, ciò che fa sì che il sistema sia “forte” e lo Stato sia “debole”. Con queste convinzioni il concetto di Stato è degenerato e si è ingrandito sempre di più. Un esempio estremo è quanto lo sciita Hezbollah sia sottomesso al sistema confessionale dell’Iran e quanto questo abbia delle implicazioni politiche sul Libano come Stato. Lo stesso si potrebbe dire per tutti quelle entità politiche sunnite rispetto all’Arabia Saudita.

Cosa intendiamo però per “sistema forte” e per “Stato debole” realmente? Un sistema forte è quello che ha una politica solida sia per i diversi interessi personali di alcune parti e sia per quelli generali della collettività. Ha, inoltre, una gestione stabile dei conflitti che si generano tra questi due poli. Tutto ciò non si può ottenere senza la direzione uno Stato che è la prima arena di discussione tra le parti coinvolte.

Sia ben chiaro che uno “Stato forte” non è quello che sfocia in totalitarismi, perché la legge e la costituzione devono essere sempre rispettate. I problemi, come nel caso del Libano, sorgono quando lo Stato è così debole da non riuscire a svolgere le sue funzioni di catalizzatore efficientemente.

Un “sistema forte” è invece quel sistema che pur essendo composito, è “forte” grazie alle competenze delle singole parti che lo compongono, le quali riescono e cooperare di comune accordo, dando così un’identità comune al sistema.

In Libano, è proprio la “forza” di questo sistema, qualunque essa sia realmente, che condanna il suo Stato a essere debole, sempre sull’orlo del collasso, economico e finanziario. Purtroppo esiste un’altra forza, che minaccia di prendere il potere a uno Stato così debole. È la forza del fanatismo, la cui spinta risiede nelle divisioni. Questa può veramente paralizzare lo Stato e stremare il sistema.

Ahmad Beydoun è uno scrittore libanese.

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