Libano News

Libano, “Svegliatevi prima che sia troppo tardi”, l’allarme del Daily Star

L’Orient-Le Jour (08/08/2019) Traduzione e sintesi di Katia Cerratti

Il quotidiano libanese in lingua inglese pubblica nella sua edizione del giorno, su ogni pagina, soltanto una frase su sfondo nero che evidenzia i problemi e le crisi del paese.

Ha suscitato stupore liniziativa presa oggi dal The Daily Star, il quotidiano libanese in lingua inglese che ha rifiutato di pubblicare articoli di stampa nelle sue colonne, preferendo invece scrivere su ogni pagina, su uno sfondo nero, una frase per lanciare l’allarme sui problemi e le crisi cui deve far fronte il paese.   

“Il Daily Star si è astenuto dal pubblicare articoli di informazione nella sua edizione cartacea di giovedì, al fine di prendere posizione sul peggioramento della situazione in Libano, e ha invitato i funzionari a svegliarsi prima che sia troppo tardi “, ha scritto il giornale sul suo sito, per spiegare il suo approccio.

Sulla copertina, il giornale ha pubblicato soltanto la scritta “Libano”, in bianco su sfondo nero, mentre sul retro del giornale c’era un “Wake up before it’s to late” (Sveglia prima che sia troppo tardi), scritto sull’immagine di un cedro.

Il Daily Star spiega che “è stata stampata un’edizione speciale, contenente su ogni pagina uno dei problemi che spingono il paese verso il precipizio”. “Paralisi governativa” a pagina 2, “retorica confessionale che peggiora ogni giorno” a pagina 3, “rifiuti che continuano ad accumularsi nelle strade” a pagina 4, “un tasso allarmante di inquinamento” a pagina 5 , “un tasso di disoccupazione del 25%” a pagina 6, “le armi illegali proliferano nel paese” a pagina 7, “oltre un milione e mezzo di rifugiati nel paese” a pagina 8, ” il debito pubblico si aggira intorno ai 100 miliardi di dollari “a pagina 9, “le imprese minacciate di fallimento “a pagina 10 e” la valuta locale in pericolo “a pagina 11.

“Nonostante il deterioramento della situazione politica, economica, finanziaria e sociale, c’è ancora tempo per salvare il paese. Questo richiede uno sforzo collettivo e sacrifici per il bene del paese”, conclude il Daily Star nella sua nota esplicativa.

Molti internauti, giornalisti, attivisti e politici hanno condiviso e commentato sui social media. l’edizione del Daily Star.

“Il grido del Daily Star oggi è forte ed espressivo: il Libano merita una presa di coscienza e leader responsabili.” + Sveglia prima che sia troppo tardi “, ha scritto per esempio il deputato e leader del partito Kataeb Samy Gemayel su Twitter.

Samy Gemayel‏Account verificato @samygemayelSeguiSegui @samygemayelAltro

صرخة صحيفة @DailyStarLeb اليوم قوية ومعبرة. لبنان يستحق صحوة ضمير وقيادات مسؤولة. “إستيقظوا قبل فوات الأوان”

Lo scorso ottobre, anche il prestigioso quotidiano libanese in lingua araba An-Nahar, aveva lanciato l’allarme contro la situazione moribonda del paese e la crisi della stampa libanese, pubblicando pagine bianche nel suo numero del giorno.  

La situazione dei quotidiani libanesi è sempre più difficile: recentemente sono stati gli impiegati del canale televisivo Future (di proprietà del Primo ministro Saad Hariri) a scioperare per chiedere il pagamento dei loro stipendi. Il quotidiano al-Moustaqbal, anch’esso di proprietà di Hariri, ha pubblicato il suo ultimo numero cartaceo a gennaio. Il prestigioso gruppo editoriale Dar As-Sayyad ha chiuso i battenti. Questa cessazione di attività è solo l’ultima di una lunga serie di chiusure di giornali e periodici negli ultimi anni, in un contesto di crisi economica. A giugno, il prestigioso quotidiano panarabo al-Hayat, fondato nel 1946, ha chiuso il suo ufficio a Beirut. È stato preceduto alla fine del 2016 dal quotidiano as-Safir, lanciato nel 1974 e che ospitava nelle sue colonne i più grandi intellettuali arabi. Altri noti quotidiani, come Nahar, hanno effettuato licenziamenti di massa o sospeso i salari per evitare lo stesso destino.

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Katia Cerratti

Giornalista professionista, laureata in Lingue orientali con una tesi in Islamistica sull’integralismo islamico in Egitto, comincia ad amare la lingua araba all’età di undici anni, quando un compagno di scuola, marocchino, le scrive il nome in arabo sul diario: Muhammad محمد. Coltiva negli anni una grande passione per il multiculturalismo, la difesa dei diritti umani e delle minoranze, segue la politica estera in particolare di Asia e Medio Oriente e la vita culturale di queste regioni. Inizia a scrivere sul "Calendario del popolo” di Nicola Teti, ha collaborato con il settimanale Left e con le testate online arabismo.it e newscinema.eu, e attualmente scrive per arabpress.eu. Da molti anni lavora nella redazione Media Management di Rainews24.

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