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Libano, sei Libanesi tra i 30 giovani più influenti del mondo arabo, secondo Forbes

L’Orient-Le Jour 05/03/2019 Traduzione e sintesi di Katia Cerratti


Quest’anno la rivista Forbes Middle East, mette in lista sei ragazzi libanesi nel “30 under 30, un premio che riconosce i 30 giovani più influenti sotto i 30 anni nel mondo arabo.

Tra questi, il gioielliere libanese Ralph Masri, 29 anni. Formatosi presso
Central Saint Martins , la celebre scuola di arte e design di Londra, Masri è il fondatore del marchio omonimo che dal 2014 dispone di uno showroom a Beirut. Molto apprezzate dalla regina Rania di Giordania le sue creazioni moderne e geometriche, così come dalla Duchessa di Sussex Meghan Markle e dalla cantante Katie Perry.

Nella lista è presente anche Marwan Aboudib, 28 anni, fondatore, presidente e direttore generale della startup Tekuma Inc., con sede a Boston, negli Stati Uniti, che mette in connessione artisti emergenti e proprietari di alloggi particolari o di spazi commerciali, allo scopo di organizzare mostre di breve durata. Marwan Aboudib ha inoltre cofondato l’agenzia di sviluppo urbano Tekuma Frenchman, che è coinvolta in diversi progetti di sviluppo di smart cities in Asia, Medio Oriente e America Latina.

Il 27enne Jawad Fares, è presente anche quest’anno nella lista di Forbes
Middle East . Si tratta di un borsista, post-dottorato in neuroscienza, presso la Northwestern University. Precedentemente ricercatore presso l’Università libanese, questo medico ha lavorato sulla classificazione delle lesioni causate da bombe a grappolo per migliorarne il trattamento.

La libano-canadese Nakad Audrey, 27 anni, CEO e cofondatrice della startup Synkers, è l’unica donna libanese in classifica. Nel 2016, insieme ai suoi partner Sibylle Nakad e Zeina Sultani, ha lanciato un’applicazione mobile per connettere studenti e insegnanti privati, tutor.

Anche il 26enne Charles el-Khoury, è in lista per la seconda volta. È presidente e direttore generale della startup Next Automated Robots, co-fondata insieme al suo socio Nicolas Zaatar, che sviluppa droni utilizzando l’intelligenza artificiale per rilevare da remoto incendi boschivi e perdite sugli oleodotti.

Infine, l’appena 20enne Stefano Fallaha, il più giovane della lista. E’ fondatore, presidente e direttore generale della startup libanese Fallound-In, un’ applicazione mobile che consente agli utenti di ottimizzare i contenuti audio o podcast, in base ai tempi di viaggio e agli interessi personali.

Per sviluppare questa lista, Forbes Middle East si è basata su diversi criteri come il numero di premi assegnati, nonché, nei casi rilevanti, le vendite e gli investimenti ricevuti dall’impresa. Sono stati anche presi in considerazione l’impatto sul loro settore, le prospettive di sviluppo e l’importanza della copertura mediatica di queste personalità.

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Katia Cerratti

Giornalista professionista, laureata in Lingue orientali con una tesi in Islamistica sull’integralismo islamico in Egitto, comincia ad amare la lingua araba all’età di undici anni, quando un compagno di scuola, marocchino, le scrive il nome in arabo sul diario: Muhammad محمد. Coltiva negli anni una grande passione per il multiculturalismo, la difesa dei diritti umani e delle minoranze, segue la politica estera in particolare di Asia e Medio Oriente e la vita culturale di queste regioni. Inizia a scrivere sul "Calendario del popolo” di Nicola Teti, ha collaborato con il settimanale Left e con le testate online arabismo.it e newscinema.eu, e attualmente scrive per arabpress.eu. Da molti anni lavora nella redazione Media Management di Rainews24.

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