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Libano: nuotare è solo per i ricchi

 

Elaph (20/06/2012). Ormai è evidente in Libano che andare sulle spiagge e nelle località turistiche è diventato un privilegio esclusivo dei ricchi e dei turisti che spendono somme quasi inimmaginabili per godere della sabbia e dell’acqua. I poveri, invece, si accontentano di nuotare in un altro punto della riva, dove la pulizia sembra essere assente e dove non c’è ancora un grado sufficiente di sicurezza. I prezzi per entrare nella maggior parte delle strutture private oscillano tra le ventimila e le sessantamila lire, senza dimenticare i prezzi eccessivi del cibo al loro interno. Tutte queste strutture sulle spiagge violano la legge e, in particolare, il decreto 4810 dell’anno 1966 che stabilisce che il litorale è di proprietà pubblica.

 

René Farag, rispondendo a una domanda sul prezzo delle strutture turistiche in Libano, dichiara: “Credo che le piscine di Monaco non abbiano questi prezzi, la situazione non è più tollerabile. È un presupposto degli stati del mondo garantire piscine gratuite per tutti, i libanesi durante l’estate cosa potrebbero fare se non andare in piscina? È necessario che il mare sia pubblico e non solo per una certa classe di persone”. E aggiunge: “Il costo elevato non riguarda solo le piscine ma anche il mangiare all’interno di queste. Ormai andare in piscina costa dalle 25mila alle 35mila lire libanesi per persona, come fa una famiglia con quattro figli?”.


Viviana Schiavo

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