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Libano: la fede contro lo stallo politico

Di Jean Aziz. Al-Monitor (12/06/2015). Traduzione e sintesi di Angela Ilaria Antoniello.

I cristiani libanesi sembrano aver perso la speranza nella politica e nei politici e si sono rifugiati nella religione per trovare conforto. Infatti, le chiese cattoliche in Libano hanno deciso di consacrare il loro Paese al “Cuore Immacolato di Nostra Signora di Fatima”. La statua sarà portata dal Portogallo al Libano dove, tra aspettative politiche e religiose, visiterà i quattro patriarcati cattolici. La statua resterà nel Paese per cinque giorni, dal 12 al 16 giugno.

I membri del convoglio che ha preso in consegna la statua il 10 giugno a Lisbona hanno sottolineato il carattere nazionale di questo passaggio, facendo notare che nel febbraio 2010 il governo libanese ha deciso di dichiarare l’Annunciazione una festa ufficiale sia per i cristiani che per i musulmani, poiché un’intera sura e numerosi versetti del Corano sono dedicati alla Vergine Maria.

Sebbene la maggior parte dei membri del convoglio non consideri la visita una mossa disperata, simbolo dell’abbandono della politica a favore della religione per uscire dall’attuale crisi, il vescovo Antoine Beylouni e padre Khalil Alwan, tra gli altri chierici che vi hanno partecipato, non smettevano di parlare del significato del chiedere aiuto alla Madonna di Fatima piuttosto che ad altri famosi santuari della Vergine Maria ripercorrendone la valenza storica.

Innanzitutto, il fatto che la prima apparizione della Vergine Maria a Fatima sia avvenuta nel corso della Prima Guerra Mondiale e di come la Madonna avrebbe predetto l’evolversi della situazione russa a qual tempo. Tuttavia, la dimensione politica e le presunte capacità della statua non si limitano a questo. Infatti, i leader della Chiesa libanese hanno condiviso l’opinione secondo cui la consacrazione del Portogallo al “Cuore Immacolato” del 1938 avrebbe protetto il Paese dalla Seconda Guerra Mondiale. Inoltre, la Madonna avrebbe salvato Papa Giovanni Paolo II quando Mehmet Ali Agca cercò di assassinarlo nel giorno della sua commemorazione, il 13 maggio 1981. Il convoglio ha anche raccontato di come il Papa decise consacrare la Russia e il mondo intero come richiesto dalla Madonna di Fatima. Secondo loro, proprio quest’atto spianò la strada alla caduta del comunismo.

Alwan ha detto che la richiesta di spostare la statua in Libano è stata presentata da quattro patriarcati cattolici in Libano: maroniti, cattolici, siro-cattolici e armeni cattolici. La statua visiterà questi quattro patriarcati, ma il viaggio non sarà composto solo dal rito liturgico. Beylouni ha aggiunto che il Patriarcato maronita consacrerà il Libano al Cuore della Vergine Maria, proprio come fecero i portoghesi nel 1938. Il Patriarcato Armeno Cattolico pregherà per i cristiani siriani e chiederà l’intercessione della Vergine Maria per proteggere la Siria, e il Patriarcato Siro-cattolico pregherà per l’Iraq ed i suoi cristiani.

Alcuni membri del convoglio credono che la presenza della statua in Libano e la consacrazione del Paese al suo volere porteranno a una più rapida soluzione allo stallo politico attuale, persino all’elezione di un presidente, motivo per cui era stata inizialmente pensata la visita della statua. Gli organizzatori hanno cercato di pianificare una fermata della statua rappresentante la Madonna al palazzo presidenziale per ora vuoto, ma i funzionari del governo non l’hanno permesso. Così si è deciso di far sostare la statua di fronte al parlamento libanese.

Un altro membro del convoglio ha detto più realisticamente che i cristiani in Libano e nella regione hanno vissuto tempi difficili e potrebbero affrontarne di ancora più ardui e spaventosi. In questi casi, la fede è utile. Nostra Signora di Fatima potrebbe non avere soluzioni miracolose, ma per i cristiani e il popolo libanese è già abbastanza sentire che Lei li protegge.

Jean Aziz è editorialista del quotidiano libanese Al-Akhbar e presentatore di un talk show politico su OTV.

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Ilaria Antoniello

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