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Libano, il capo dell’FBI per la prima volta a Beirut: sul tavolo sanzioni Usa a Hezbollah e Dossier assassinio Hariri

L’Orient-Le Jour (21/09/2018)  Traduzione e sintesi di Katia Cerratti

Il direttore dell’FBI Christopher Wray, è stato ricevuto venerdì dal presidente libanese Michel Aoun. Si tratta della sua prima visita a Beirut. Secondo una fonte politica occidentale, sul tavolo di discussione ci sarebbero le sanzioni americane contro Hezbollah e il dossier del Tribunale speciale per il Libano che giudica gli assassini dell’ex primo ministro Rafiq Hariri. Secondo l’account twitter della Presidenza, il capo di Stato libanese, ha posto l’accento sull’importanza di proseguire la cooperazione fra Stati Uniti e esercito libanese, di cui ha elogiato il ruolo nella lotta allo sradicamento dei terroristi in tutto il territorio libanese. Nel luglio del 2017, Hezbollah era riuscito a sconfiggere  i jihadisti del Fronte Fatah al-Sham (ex Fronte al-Nosra, branca siriana di al-Qaeda) nella battaglia del Jurd di Ersal , costringendoli a lasciare le zone da loro controllate e il Libano. Il 19 agosto 2017, l’esercito libanese ha lanciato a sua volta l’operazione “Alba dei jurds”, riuscendo  a rimuovere i jihadisti dello Stato Islamico che dilagavano tra le colline dei villaggi cristiani di Ras Baalbeck e Qaa. Wray ha elogiato le capacità delle truppe nella lotta contro il terrorismo e il mantenimento della sicurezza e ha ringraziato il presidente Aoun per gli sforzi del Libano nel proteggere i cittadini statunitensi residenti nel paese. All’inizio di settembre, gli Stati Uniti avevano infatti rinnovato il loro avvertimento ai cittadini che volevano andare  in Libano chiedendo loro di “ripensarci.”

Wray ha incontrato anche il primo ministro Saad Hariri. Durante l’incontro, i due hanno discusso della situazione regionale e dei meccanismi di cooperazione per la sicurezza tra Libano e Stati Uniti. Gli Stati Uniti hanno inserito Hezbollah nella lista delle organizzazioni “terroristiche” imponendogli sanzioni economiche e bancarie. Il 16 maggio, l’OFAC (Office of Foreign Assets Control) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, in collaborazione con l’Arabia Saudita e diversi paesi del Golfo, aveva  aggiunto alla lista delle personalità riconosciute come terroriste e colpito con sanzioni finanziarie, il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, e altri nove dirigenti del partito sciita, fra cui  il vice segretario generale Naim Kassem, Mohammed Yazbeck, Hussein Khalil e Ibrahim Amin al-Sayyed. In merito al Dossier Hariri, lunedì sono state presentate le memorie difensive finali davanti al TLS,  Tribunale speciale per il Libano,  nei Paesi Bassi.. Il tribunale dovrà pronunciarsi sul ruolo dei quattro uomini, tutti presunti membri di Hezbollah, sospettati di essere la causa della morte dell’ex primo ministro libanese Rafiq Hariri, ucciso in un attentato il 14 febbraio 2005 a Beirut.

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Katia Cerratti

Giornalista professionista, laureata in Lingue orientali con una tesi in Islamistica sull’integralismo islamico in Egitto, comincia ad amare la lingua araba all’età di undici anni, quando un compagno di scuola, marocchino, le scrive il nome in arabo sul diario: Muhammad محمد. Coltiva negli anni una grande passione per il multiculturalismo, la difesa dei diritti umani e delle minoranze, segue la politica estera in particolare di Asia e Medio Oriente e la vita culturale di queste regioni. Inizia a scrivere sul "Calendario del popolo” di Nicola Teti, ha collaborato con il settimanale Left e con le testate online arabismo.it e newscinema.eu, e attualmente scrive per arabpress.eu. Da molti anni lavora nella redazione Media Management di Rainews24.

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