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Libano, dopo otto mesi di stallo, formato finalmente il nuovo governo di Saad Hariri

L’Orient-Le Jour ( 31/01/2019)      Traduzione e sintesi di Katia Cerratti

Il nuovo governo libanese, guidato dal primo ministro Saad Hariri, finalmente ieri ha visto la luce, più di otto mesi dopo l’assegnazione dell’incarico al premier, da parte del presidente Michel Aoun il 24 maggio scorso. Poco dopo l’arrivo di Hariri a Palazzo Baabda, il Segretario Generale della Presidenza del Consiglio, Fouad Fleyfel, ha letto il decreto di formazione del governo firmato dal Capo dello Stato.

Il secondo governo del mandato di Aoun, eletto il 31 ottobre 2016, comprende 30 ministri, tra cui quattro donne e nove ministri di Stato, ripartiti in parti uguali tra cristiani e musulmani.
Sono rappresentati i principali partiti politici e tra i ministri ci sono anche quelli nominati dal Capo dello Stato, tra cui un ministro che rappresenta i sei deputati sunniti pro-8 marzo. I Kataeb sono invece assenti nel nuovo governo.

Alla fine del suo incontro con Aoun e Berry, e dopo l’annuncio ufficiale della composizione del governo, Saad Hariri ha affermato che il futuro gabinetto “dovrà far fronte a molte sfide economiche, finanziarie e sociali, che si aggiungono a quelle già note, compresa la situazione regionale e le tensioni sul confine meridionale”. “Questa situazione richiede una grande solidarietà tra i ministri“, ha aggiunto. Hariri ha anche chiesto scusa ai Libanesi per il ritardo nella formazione del suo governo. Ha affermato che “il tempo per il trattamento (dei problemi) con gli analgesici è finito”, affermando che “le cause della corruzione e degli sprechi sono note”.
 

“Il lavoro del futuro governo non potrà conoscere alcun ritardo“, ha detto, aggiungendo che “le soluzioni alle sfide non si trovano nell’attesa, ma nell’attuazione di un programma chiaro e di riforme reali “. In questo contesto, ha sottolineato che “il finanziamento di queste riforme esiste, ora dobbiamo guardare alla loro attuazione”. “Non abbiamo altra scelta che assumerci le nostre responsabilità e tutti i ministri dovranno contribuire a costruire lo Stato”, ha continuato.

I politici hanno reagito rapidamente alla nascita del governo. Il leader druso Walid Jumblatt si è congratulato con Saad Hariri e ha assicurato che il Partito socialista progressista (PSP) lo “aiuterà, nel quadro dei principi in cui crede il partito”. Il capo della CPL (Corrente Patriottica Libera), si è congratulato per il fatto che “il blocco parlamentare del Libano Forte ha ottenuto 11 ministri, il che è più di quanto volessimo”, aggiungendo che “la cosa più importante è che i Libanesi possono ottenere quello che vogliono”. “La nuova legge elettorale, che si basa su un sistema di voto proporzionale, ha rotto il principio dei monopoli confessionali, e questo si riflette nel governo di unità nazionale”, ha aggiunto. Bassil ha affermato che le priorità del suo partito in seno al futuro governo saranno l’economia, la lotta alla corruzione e ai rifugiati, e queste tre questioni sono “interconnesse”.
Il deputato Fayçal Karamé, uno dei sei deputati sunniti pro-8 marzo, si è congratulato con “tutti i Libanesi e con i suoi colleghi della Riunione consultiva”. “Al lavoro”, ha scritto sul suo account Twitter.

Mesi di contrattazione
Saad Hariri era stato rieletto da 111 deputati su un totale di 128: 107 lo avevano nominato pubblicamente, mentre quattro parlamentari filo-siriani (tre deputati del blocco PSNS e Abderrahim Mrad) non avevano rivelato il nome del loro candidato. Diciassette deputati non avevano nominato nessuno (i parlamentari affiliati a Hezbollah, Jihad Samad, Jamil Sayed, Osama Saad e Paula Yacoubian). La presidenza del Consiglio è tradizionalmente riservata alla comunità sunnita, in virtù del patto nazionale del 1943.
 

Quando è stato nominato Primo Ministro, Saad Hariri aveva sottolineato che il futuro governo si sarebbe sforzato di “continuare ad attuare le riforme promesse, trovare una soluzione alla crisi dei rifugiati e creare nuove opportunità di lavoro per i Libanesi e i giovani “. Aveva affermato che l’Esecutivo “avrebbe rispettato la politica di tenere le distanze” dai conflitti della regione al fine di mantenere buoni rapporti con i paesi arabi”.

Il presidente Aoun, il primo ministro Hariri e il presidente del Parlamento Nabih Berry, erano concordi sulla necessità di formare il governo il più presto possibile, ma una serie di blocchi, derivanti in particolare dalle richieste delle varie formazioni, per più di otto mesi aveva impedito ad Hariri di formare la sua squadra. Ogni partito aveva in effetti insistito per ottenere un certo numero di ministeri, giustificando ciò con la base popolare, in virtù dei risultati delle elezioni parlamentari del 6 maggio.
 

Nei giorni scorsi si sono svolti negoziati tra le varie formazioni politiche per ridistribuire un certo numero di portafogli ministeriali, compresi quelli di Ambiente, Industria, Cultura, Informazione e Turismo. Nel corso della giornata di ieri, il primo ministro Hariri ha chiesto aiuto al capo delle Forze libanesi Samir Geagea per l’assegnazione dei ministeri. Quest’ultimo aveva dichiarato, poco prima dell’annuncio della formazione del governo, che il blocco parlamentare del LF accettava di cedere il portafoglio della Cultura in cambio di quello della Riforma Amministrativa. Geagea aveva aggiunto che questa accettazione era legata alla condizione che il governo fosse formato immediatamente, altrimenti questo scambio non sarebbe stato necessario.

Allo stesso tempo, erano state intavolate discussioni per risolvere l’ostacolo sunnita. Dall’inizio dei negoziati di governo, i sei deputati sunniti pro-8 marzo, membri della Riunione consultiva, esigevano un ministero, che era stato categoricamente rifiutato da Saad Hariri. Nel mese di novembre, quando il governo stava per vedere la luce, Hezbollah rifiutava di presentare i nomi dei potenziali ministri se la “Riunione consultiva” non fosse stata rappresentata nel governo. Alla fine di dicembre, è stato trovato un compromesso architettato dal leader della CPL, secondo il quale il capo dello Stato deve nominare un ministro sunnita da un elenco di nomi proposti dalla Riunione consultiva, e il nome di Jawad Adra era stato proposto dai deputati sunniti.
Ma di fronte all’insistenza di Gebran Bassil di includere questo candidato nel blocco di Aoun, il che avrebbe significato concedere al presidente e alla CPL un terzo del blocco, i sunniti pro-8 marzo hanno sconfessato Adra, seppellendo il compromesso. Alla fine, Hassan Mrad, figlio del deputato Abdel Rahim Mrad, è stato scelto dal Capo dello Stato per rappresentare la Riunione consultiva al governo. Mrad parteciperà alle riunioni del blocco del LF, di cui la CPL è la componente principale, e voterà in conformità con le direttive di Aoun nei dossier strategici, ma sarà anche libero di partecipare alle riunioni della Riunione consultiva.

Durante questo periodo di stagnazione, Saad Hariri ha ripetuto instancabilmente il suo ottimismo, facendo sapere ai suoi avversari che avrebbe preso tutto il tempo necessario per formare la sua squadra. Alcuni osservatori e personaggi politici hanno affermato che ragioni regionali e internazionali, come il conflitto nello Yemen e in Siria, nonché le tensioni tra Stati Uniti e Iran, hanno contribuito a ritardare la formazione del governo libanese.

Il nuovo governo terrà la sua prima riunione sabato alle 11.30, al Palazzo Baabda, sotto la presidenza del Capo dello Stato. Questo incontro sarà dedicato alla stesura della Dichiarazione ministeriale.

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Katia Cerratti

Giornalista professionista, laureata in Lingue orientali con una tesi in Islamistica sull’integralismo islamico in Egitto, comincia ad amare la lingua araba all’età di undici anni, quando un compagno di scuola, marocchino, le scrive il nome in arabo sul diario: Muhammad محمد. Coltiva negli anni una grande passione per il multiculturalismo, la difesa dei diritti umani e delle minoranze, segue la politica estera in particolare di Asia e Medio Oriente e la vita culturale di queste regioni. Inizia a scrivere sul "Calendario del popolo” di Nicola Teti, ha collaborato con il settimanale Left e con le testate online arabismo.it e newscinema.eu, e attualmente scrive per arabpress.eu. Da molti anni lavora nella redazione Media Management di Rainews24.

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