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Libano, Bassil:”Israele tenta di giustificare un’aggressione contro il Libano”

articolo di Katia Cerratti

“Netanyahu ha usato la tribuna delle Nazioni Unite per lanciare accuse contro il Libano. Ancora una volta, ha usato false informazioni basate su notizie e immagini distorte che non provano nulla, pratica il terrorismo di Stato, e i libanesi non accettano queste accuse. Israele sta lavorando per giustificare un’aggressione contro il Libano”. Così, il ministro degli Affari Esteri libanese Gebran Bassil, ha risposto ieri al premier israeliano che nel corso dell’ultima Assemblea generale dell’ONU tenutasi a Washington giovedì scorso, ha accusato Hezbollah di utilizzare siti vicino all’aeroporto internazionale di Beirut per nascondere armi segrete.

L’ Assemblea non ha risparmiato infatti clamorosi colpi di scena. Con tanto di mappe in mano per mostrare con dovizia di particolari i luoghi incriminati, il premier israeliano si era lanciato in una doppia accusa. La prima, verso Hezbollah:“In Libano – aveva affermato mostrando una mappa dal titolo ‘Missili di precisione’ l’Iran ha ordinato a Hezbollah di costruire dei siti segreti per trasformare proiettili non idonei ai missili guidati, in missili che possono colpire Israele in profondità con una precisione di 10 metri. Tre di questi siti si trovano vicino all’aeroporto di Beirut. Uno a Ouzai, vicino al mare, non lontano dalle piste dell’aeroporto. Il secondo è nascosto sotto la città dello sport e il terzo è situato direttamente accanto all’aeroporto. Hezbollah sta usando gli innocenti abitanti di Beirut come scudi umani”.  La seconda, rivolta all’Iran, accusato di ospitare un sito di stoccaggio atomico segreto a Teheran:”Ciò che l’Iran nasconde, Israele lo troverà” – aveva dichiarato, mostrando una mappa con gli esterni di un palazzo a Teheran, in cui si troverebbe un magazzino contenente le armi atomiche.

Le reazioni ad accuse di questa portata non si erano fatte attendere e la risposta di Hezbollah, attraverso il ministro della Gioventù e dello Sport uscente Mohammad Fneich, era stata categorica. In una intervista rilasciata al Daily Star sabato scorso, il ministro aveva infatti dichiarato:” Lasciamo Netanyahu alle sue menzogne e illusioni, lasciamo che dica ciò che vuole e fomenti quanto vuole. Siamo lieti di affermare che la Resistenza dispone di capacità (di armi), come dichiarato dal Segretario Generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, e ci opporremo a qualsiasi offensiva e aggressione contro il Libano. Gli israeliani sanno molto bene cosa aspettarsi se lanciano un’offensiva contro il Libano. E se non lo sanno ancora, si sorprenderanno”. Accuse e minacce reciproche, dunque, con conseguente aumento della tensione in un Medio Oriente che è già di per sé una polveriera.

Bassil inoltre,  nel discorso pronunciato ieri davanti a 73 diplomatici del ministero, ha sottolineato che Israele ha violato lo spazio aereo e marittimo libanese 1417 volte negli ultimi otto mesi e 28 risoluzioni del Consiglio di sicurezza, fra cui la 1701. Il ministro libanese ha poi condotto i  diplomatici, fra cui 12 ambasciatori,  nei tre luoghi incriminati da Netanyahu per dimostrare quanto le accuse del premier israeliano fossero infondate. Primo luogo visitato il Golf Club di Beirut:“Non ci sono missili in questo luogo sottoposto agli ordini dell’esercito libanese” – ha dichiarato.  Seconda tappa lo stadio e le sedi del club di calcio Ahed e infine la zona di Ouzai, a pochi metri dall’aeroporto di Beirut.

“Tutti avete potuto vedere e mostrare la verità ai libanesi e al mondo intero” – ha concluso Bassil, ” Israele voleva scatenare una guerra contro il Libano, paese della convivenza, del dialogo e della pace”.  Ci riserviamo il diritto di resistere alle aggressioni israeliane. Dico a Israele: il Libano ha sempre vinto. Il popolo libanese è pronto a resistere e a vincere per difendere la sua terra. Vogliamo soltanto vivere in pace e proteggerci”.

Netanyahu ha così commentato:“E’ triste che il governo libanese sacrifichi la sicurezza della popolazione per proteggere Hezbollah”.  

Ciò che ci sembra davvero triste è che un Paese come il Libano, per anni esempio di apertura, tolleranza e modernità, non a caso definito ‘Svizzera del Medio Oriente’, oggi sia stretto nella morsa di poteri antagonisti che gli stanno togliendo il respiro.

 

 

 


Katia Cerratti

Giornalista professionista, laureata in Lingue orientali con una tesi in Islamistica sull’integralismo islamico in Egitto, comincia ad amare la lingua araba all’età di undici anni, quando un compagno di scuola, marocchino, le scrive il nome in arabo sul diario: Muhammad محمد. Coltiva negli anni una grande passione per il multiculturalismo, la difesa dei diritti umani e delle minoranze, segue la politica estera in particolare di Asia e Medio Oriente e la vita culturale di queste regioni. Inizia a scrivere sul "Calendario del popolo” di Nicola Teti, ha collaborato con il settimanale Left e con le testate online arabismo.it e newscinema.eu, e attualmente scrive per arabpress.eu. Da molti anni lavora nella redazione Media Management di Rainews24.

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