Libano News

Libano, approvata la legge che indaga sulle sparizioni forzate negli anni della guerra civile

L’Orient-Le Jour   (13/11/2018)             Traduzione e sintesi di Katia Cerratti

Dopo oltre un’ora e mezza di dibattito e quasi tre decenni di attesa, di cui  sette dall’introduzione della legge in Parlamento, le famiglie degli scomparsi in Siria e in Libano possono finalmente tirare un sospiro di sollievo. D’ora in poi , sarà uno strumento istituzionale a far luce sul destino delle vittime delle sparizione forzate. Le famiglie non saranno più sole nella loro lotta per la verità.

Ieri infatti,  il Parlamento ha votato in sessione plenaria il progetto di legge sulle vittime delle sparizioni forzate. Mentre alcuni parlamentari hanno chiesto che fosse rinviato alle commissioni, il Presidente della Camera, Nabih Berry, ha chiesto di andare al voto. Il “no” ha vinto, e finalmente la legge, composta da trentotto articoli, è stata adottata.

Si tratta della fusione di due testi, quello presentato da Hikmat Dib, deputato del blocco di Aoun e l’altro presentato da Ziad Kadri, ex deputato del gruppo parlamentare del Futuro, e Ghassan Moukheiber, ex membro del  Cambiamento  e della Riforma (blocco di Aoun). La legge comprende tre componenti principali: la creazione di un organismo nazionale che si occuperà delle persone scomparse; la garanzia dei diritti fondamentali  delle famiglie degli scomparsi (accesso alle informazioni, protezione …) e le procedure da applicare per l’esumazione dei resti.

“Votare questa legge è tanto più importante ora che esiste uno strumento istituzionale specializzato che si farà carico di risolvere il caso”, – ha spiegato  Ghassan Moukheiber a L’Orient-Le Jour-,  “le famiglie non saranno più sole nella loro lotta. In effetti, questa legge responsabilizza lo Stato. Non è in sé un regolamento del dossier, ma è un passo verso quella direzione. I membri della commissione devono ancora essere nominati e deve essere assegnato un budget in modo che possa funzionare” – ha osservato.

E il signor Moukheiber confida: “Sono commosso perché è il risultato di una lotta molto lunga. È giusto che questa legge sia finalmente approvata. Stasera [ieri], sento fortemente l’assenza di Ghazi Aad (portavoce di Solide – Sostegno ai Libanesi in stato di Detenzione ed Esilio, morto nel novembre 2016) e di tutte le madri  che hanno lasciato questo mondo prima che questa legge venisse votata.  Sto anche pensando a Wadad Halouani (presidente del Comitato per le famiglie dei dispersi e rapito in Libano) e ai suoi sforzi, così come a tutti i volontari. ”

“Sono felice e molto emozionato”, – ha detto Wadad Halouani a L’Orient-Le Jour –. “Posso solo pensare a Ghazi Aad e a tutti i parenti degli scomparsi che sono morti prima di conoscere la  verità sul loro destino. Hanno svolto un ruolo importante  affinché la legge venisse adottata,  perché condividevano questa lotta. “

Wadad Halouani ritiene che “senza la nostra unità e il nostro impegno per il diritto alla verità, questa legge non sarebbe emersa, specialmente perché la nostra causa ha incontrato molti ostacoli. Votare questa legge è un passo importante nella nostra lotta per conoscere la verità”, ha continuato –“Questo non significa che sia finito. Al contrario, è un passo importante per andare avanti. La vera vittoria sarà dichiarata il giorno in cui verrà fatta luce sul destino delle migliaia di scomparsi. “

Da parte sua, il capo della delegazione del  Comitato internazionale della Croce Rossa in Libano, Christophe Martin, ha ben accolto l’adozione della legge sulle vittime della sparizione forzata. In una dichiarazione a L’Orient-Le Jour, ha assicurato che “il CICR è a disposizione del governo per i passi successivi, vale a dire la formazione della Commissione nazionale che fornisce informazioni alle famiglie dei dispersi.”

Per Wadih el-Asmar, presidente del  Centro libanese per i diritti umani (CLDH), “la vera sfida risiederà nella composizione della commissione in modo che sia all’altezza delle aspettative e possa fare la luce sul dossier  delle persone scomparse anziché sotterrarlo “.

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Katia Cerratti

Giornalista professionista, laureata in Lingue orientali con una tesi in Islamistica sull’integralismo islamico in Egitto, comincia ad amare la lingua araba all’età di undici anni, quando un compagno di scuola, marocchino, le scrive il nome in arabo sul diario: Muhammad محمد. Coltiva negli anni una grande passione per il multiculturalismo, la difesa dei diritti umani e delle minoranze, segue la politica estera in particolare di Asia e Medio Oriente e la vita culturale di queste regioni. Inizia a scrivere sul "Calendario del popolo” di Nicola Teti, ha collaborato con il settimanale Left e con le testate online arabismo.it e newscinema.eu, e attualmente scrive per arabpress.eu. Da molti anni lavora nella redazione Media Management di Rainews24.

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