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Leila Slimani analizza le pieghe dell’intimo umano

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Dal blog Mille e una pagina di Claudia Negrini

Leila Slimani è una delle rivelazioni letterarie degli ultimi anni. Lei è franco-marocchina e, almeno per il momento, ha scritto sempre in francese, ma è stata acclamata anche in Marocco.

Classe 1981, Leila Slimani è nata e ha studiato in Marocco e poi si è stabilita a Parigi dove ha concluso i suoi studi e ha iniziato la sua carriera da giornalista. Ha lavorato per la rivista Jeune Afrique fino al 2012, quando ha deciso di dedicarsi alla carriera letteraria. E ci ha preso!

Il suo primo libro, tradotto in italiano come “Il giardino dell’orco”, pubblicato da Rizzoli e tradotto da Elena Cappellini, è stato acclamato dalla critica e ha vinto premi prestigiosi. Racconta la storia di Adèle, una giornalista di Parigi, moglie e madre. In questo quadretto apparentemente normale, si scopre che la totale insoddisfazione della protagonista la porta a cercare altri uomini, sconosciuti. Il desiderio che non riesce a colmare la consuma e chiede di essere saziato. È un’anti-eroina che in molti hanno paragonato a una moderna Madame Bovary. La bravura della scrittrice, però, riesce a coinvolgere il lettore, a fargli provare empatia verso questa donna senza far nascere quel giudizio morale che la società è così bravo a scagliare.

La vera consacrazione nell’universo degli scrittori di successo è arrivata con il secondo romanzo “Ninna Nanna”, pubblicato sempre da Rizzoli e tradotto ancora una volta da Elena Cappellini (squadra vincente non si cambia). Quest’opera, infatti, fa vincere alla Slimani il Premio Goncourt 2016.

Il romanzo si ispira a un fatto di cronaca vera, avvenuto negli Stati Uniti, quando una tata ha ucciso i tre bambini di cui si doveva prendere in cura. Slimani però cambia luogo (Parigi), numero dei bambini (nel romanzo sono solo due) e le variabili del caso. La tata del romanzo è Louise, una donna che sembra un angelo sceso in terra pronta a salvare Myriam e Paul e i loro due figli. È perfetta, prevede i bisogni della famiglia ancora prima che loro ci pensino, i bambini la adorano, sembra tutto, finalmente, andare come dovrebbe. Pian pianino però la donna si fa sempre più strana e la coppia inizia ad allontanarla. La depressione e le difficoltà della tata emergono pagina dopo pagina e spiegano come tutto ciò è potuto accadere.

Non preoccupatevi però, non ho anticipato nulla: il romanzo si apre proprio con l’assassinio dei bambini e la storia ci viene spiegata con un unico flashback sapientemente dosato.

Con questi due romanzi Leila Slimani fa subito capire di essere interessata a luoghi più bui che si nascondono dentro le persone, alle aberrazioni causate dalla normalità, quella moderna che schiaccia e fa annegare quelli non sono in grado di stare a galla.

Buona Lettura!


Claudia Negrini

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