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La legge libanese punisce duramente la tossicodipendenza

Di Riima Zahir. Elpah (26/06/2014). Traduzione e sintesi di Dominga Fortunato.

Nella Giornata Mondiale della Lotta contro le Droga, Walid (pseudonimo usato per identificare il giovane libanese), un ex tossicodipendente, racconta al giornale come sia stato difficile uscire dal tunnel in cui è precipitato una sera, ai tempi dell’università, soltanto per il gusto di provare: “Ci hanno offerta qualcosa e ci hanno detto che quella roba ci avrebbe maggiormente rilassato, ma non ne conoscevamo gli aspetti negativi. Così, abbiamo iniziato a dipendere dall’hashish; all’inizio, ci veniva offerta gratuitamente, ma poi abbiamo cominciato a chiederla e l’abbiamo pagata”.

Continua Walid: “All’inizio non aveva alcun influenza sui miei studi. Abbiamo cominciato con l’hashish, dopo siamo passati alla cocaina perché il corpo richiedeva qualcosa di più forte, così l’assumevamo per inalazione o per iniezione. Dopo di che, ha sortito in me il suo effetto sia fisicamente che psicologicamente. A casa, la mia famiglia cominciava ad accorgersi che la questione influiva sui miei studi e sulla mia vita sociale e quotidiana. Un giorno, mio fratello maggiore ha scoperto tutto e così tutta la mia famiglia ha deciso di aiutarmi a disintossicarmi. Volevo davvero liberarmi da questa schifezza e la mia famiglia mi ha dato un grande sostegno”.

Il trattamento inizia quando il tossicodipendente entra in ospedale e deve terminare almeno dopo due settimane, quando il corpo si libera dalla dipendenza della droga, ma questo è solo l’inizio. Il tossicodipendente deve affrontare ciò che segue, il che è molto doloroso. Entrano in gioco gli psicoanalisti che tengono colloqui con il paziente e con la sua famiglia. A volte, vengono mandati nei centri di recupero, costretti a restarci da sei mesi a due anni ed è un periodo molto difficile per la lontananza dai famigliari. Solo quando il paziente inizia a riconciliarsi con se stesso e ad acquistare nuovamente stima di sé, sembra essere sulla strada della guarigione.

La storia di Walid è la storia di molti in Libano, dove questo fenomeno colpisce i giovani e corrode i loro corpi. Le statistiche mostrano un numero crescente di tossicodipendenti nel mondo così come in Libano. Tuttavia la legge libanese non smette di considerare reato la tossicodipendenza, nonostante i recenti sforzi fatti in questo campo per ottenere dei cambiamenti.

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Roberta Papaleo

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