Siria Zoom

Il leader curdo siriano a favore di uno Stato federale

Kurdistan siriano

Di Massoud Hamed. Al-Monitor (01/03/2016). Traduzione e sintesi di Viviana Schiavo.

Mentre la guerra sta devastando la Siria, le lotte interne tra i curdi continuano, così come il conflitto curdo-arabo. Nonostante la grande agitazione, le regioni curde (Rojava) colpite dalla crisi siriana sono state generalmente in grado di mantenere le loro infrastrutture e le istituzioni risalenti al dominio del regime siriano. Akram Hesso, un laureato in legge dell’Università di Aleppo, è il primo ministro del cantone di Jazira. Da Amuda, ha parlato ad Al-Monitor delle difficoltà e dei problemi che il suo popolo sta affrontando e i sacrifici che hanno fatto per preservare la sicurezza della regione curda.

Al-Monitor: Puoi descrivere la situazione che c’è attualmente sul terreno? Chi sono i principali soggetti interessati? Siete soli o avete dei partner?

Hesso: La popolazione del Rojava, inclusi gli arabi e gli assiri, sono rappresentati dall’Amministrazione Autonoma Democratica sotto la leadership curda. Il regime di autogoverno incorpora servizi e istituzioni militari, che possono proteggere le aree liberate. In queste aree l’Amministrazione Autonoma è quella che provvede alle necessità quotidiane e alle cure mediche degli abitanti, indipendentemente dalla loro etnia . Ma c’è mancanza di sostegno finanziario. Inoltre, abbiamo attivato la formazione di una forza obbligatoria di autodifesa. Questa istituzione nazionale in due anni è stata in grado di superare molte sfide, assumendo un ruolo guida e trovando una formula per costruire una nuova Siria. Stiamo parlando di una Siria federale fondata sui fatti storici e geografici di questi popoli.

Al-Monitor: Quali sono le vostre relazioni con il Kurdistan e con la Turchia?

Hesso: Dalla nascita dell’Amministrazione Autonoma, abbiamo esteso la nostra amicizia alla popolazione del Bashur, nel Kurdistan iracheno, visto che ci consideriamo la stessa popolazione con la stessa geografia. Ci sono delle differenze di opinioni, ma non dei disaccordi. Non ci sono dispute tra Rojava e Bashur. Stiamo facendo del nostro meglio per superare gli ostacoli e stabilire relazioni migliori. Il governo turco, da parte sua, sta imponendo un blocco ingiusto contro di noi, a causa della sua politica e del fallimento di DAESH, che la Turchia ha aiutato a creare, nella regione curda. Nonostante ciò, vogliamo avere buone relazioni con la popolazione turca, che dovrebbe esercitare più pressione sul presidente Recep Tayyip Erdogan.

Al-Monitor: Qual è il vostro obiettivo ora, dopo che è stata rifiutata la vostra domanda di partecipare ai negoziati di Ginevra III?

Hesso: Sosteniamo qualsiasi conferenza a sostegno di una soluzione politica in Siria, ma secondo alcuni principi fondamentali. La nostra esclusione da Ginevra III è dovuta a pressioni regionali dalla Turchia, Arabia Saudita e Qatar così come da altri elementi interni alla Coalizione Nazionale per la Conferenza Siriana e alle Forze di Opposizione. Alcune forze internazionali hanno insistito per la nostra partecipazione, tra cui la Russia e gli Stati Uniti. Se non fosse stato per il sostegno degli USA, non ci sarebbe stato un meeting di alto livello nel Rojava il giorno dopo Ginevra. Il meeting ha discusso la proposta di stabilire un governo siriano federale, che l’Amministrazione Autonoma supporta come soluzione. Questo Stato federale dovrebbe essere fondato sui fatti storici e geografici di queste popolazioni, soprattutto i curdi.

Massoud Hamed è laureato in giornalismoed è dottorando all’Università Sorbona di Parigi.

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