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Le speranze deluse degli egiziani in mostra New York

Elaph (01/02/2014). Traduzione e sintesi di Laila Zuhra.

A tre anni dall’ondata di proteste che ha investito il mondo arabo e ha rovesciato i regimi dittatoriali in Tunisia, Egitto, Libia e Yemen, le speranze di milioni di persone sembrano ormai spente.

Zoom 04 feb Egitto mostra Shirin Neshat
L’artista Shirin Neshat

È proprio la delusione delle speranze degli egiziani il tema centrale di una mostra fotografica realizzata a New York da Shirin Neshat, artista iraniana trapiantata negli Stati Uniti, che è stata testimone degli sviluppi degli eventi al Cairo facendo la spola tra New York e la capitale egiziana durante la realizzazione di un film sulla cantante Umm Kulthum.

Sin dal 2011, Shirin ha visto i cortei di manifestanti affollare le strade chiedendo la destituzione del regime di Hosni Mubarak, rimasto al potere per trent’anni. Tornata nel Paese nel novembre del 2012, in concomitanza con la violenta repressione delle manifestazioni che si sono concluse con la destituzione di Morsi da parte dell’esercito, Shirin ha realizzato che i cittadini avevano ormai perso le speranze. “Le cose stanno andando in una direzione del tutto sbagliata”, ha dichiarato a France Presse alla vigilia dell’inaugurazione della sua mostra dal titolo “Our house is on fire”, aperta al pubblico dal 31 gennaio al 1° marzo.

L’artista ha catturato con il suo obiettivo i volti di anziani profondamente segnati dalla sofferenza. “Spero che queste foto siano da stimolo per pubblico. Il mondo dell’arte spesso sembra estremamente lontano dalla realtà”, ha affermato Shirin che, per realizzare gli scatti, ha invitato i soggetti a recarsi nel suo piccolo studio fotografico vicino a piazza Tahrir, fulcro delle proteste, perché condividessero le loro esperienze. Ma ciò che più l’ha colpita è stata la vista delle salme negli obitori con le etichette di riconoscimento appese ai piedi. L’artista, inoltre, ha inscritto alcune delle foto con versi sull’amor patrio e sulla perdita degli affetti dei due poeti iraniani Mehdi Akhavan Sales e Forough Farrokhzad.

Shirin Neshat, nata e cresciuta in Iran e trasferitasi negli Stati Uniti per proseguire gli studi, è diventata una delle voci più critiche nei confronti del regime islamico in Iran. Insignita, insieme all’attore Matt Demon, del Chrystal Award del World Economic Forum, premio attribuito ai talenti che usano l’arte per migliorare il mondo, Shirin ritiene che “gli artisti abbiano un grande potenziale per cambiare il mondo”.

I proventi delle vendite di due delle fotografie messe in mostra, stimati per decine di migliaia di dollari, saranno devoluti ad un’associazione per i diritti umani in Egitto di cui ancora non è stato svelato il nome.

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Roberta Papaleo

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