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Le origini oscure della Turchia nel primo romanzo del Quartetto Ottomano di Altan

Come la ferita di una spada Ahmet AltanLo scrittore turco Ahmet Altan, arrestato nel 2016, è stato condannato nel 2017 all’ergastolo con altri 5 imputati per il loro presunto coinvolgimento nel tentativo di golpe del 2016. Sebbene la corte suprema della Turchia avesse stabilito che “nessuno poteva essere arrestato sulla base di tali prove”, i pubblici ministeri hanno insistito che gli imputati avessero inviato “messaggi subliminali” che sollecitavano il rovesciamento del governo attraverso giornali e reti televisive e tre giudici lo hanno confermato.
Questa palese violazione dei diritti umani e della libertà di stampa ha registrato una forte reazione a livello internazionale, comprese le proteste del PEN e dell premio Nobel turco Orhan Pamuk.

Le Edizioni E/O, già impegnate in Italia e in Europa con Europa Editions nella pubblicazione dell’opera di Altan, hanno firmato un accordo con l’autore per pubblicare la serie di romanzi storici conosciuti come “Quartetto Ottomano”. Il primo volume, Come la ferita di una spada è uscito a giugno 2018; in attesa della pubblicazione del secondo e terzo volume, Altan sta lavorando al volume finale dal carcere di Silivri, fuori Istanbul.

Sebbene sia più noto in Occidente come giornalista, Altan è stato in Turchia un romanziere e saggista di successo sin dagli anni ’80. Scrittore e Assassino (Ed. E/O, 2017), pubblicato in turco nel 2013, ha segnato il suo ritorno alla finzione dopo una riluttante pausa di cinque anni. “Quando vivi in ​​un paese come la Turchia, di tanto in tanto ti ritrovi a dover scegliere tra scrivere romanzi e unirti a quelli che cercano una soluzione che ponga fine alle sofferenze della gente”, spiega in un’intervista. “Non è molto facile voltare le spalle alla sofferenza delle persone; è per questo che sei obbligato a fare giornalismo a volte. Sono più felice quando scrivo romanzi. Se fosse possibile, scriverei romanzi senza sosta.”

 

Il Quartetto Ottomano, lanciato nel 1998 con la pubblicazione del primo volume, è stato pensato come un progetto a lungo termine. Un romanzo frutto di un’intensa ricerca storica che mostra la diversificazione culturale e i conflitti all’interno di una famiglia nel corso degli anni, e che ha come scenario di sfondo la storia del collasso graduale di un impero.

Come la ferita di una spada è il racconto di un incrocio di vite che per decenni sono coinvolte nella Rivoluzione dei Giovani Turchi del 1908. In una Istambul di inizio secolo, affascinante e corrotta, maliziosa e poliedrica, il periodo è narrato attraverso la voce di Osman, un prigioniero nella Istanbul contemporanea i cui antenati morti vanno a far visita per raccontare i loro trascorsi.

Il romanzo mette in luce le contraddizioni alla base di una “giovane turchia” evidenziando i sinistri segnali di difficoltà a venire nel rifiuto dei rivoluzionari di riconoscere, in nome di una turcità, qualsiasi legame comune con le minoranze etniche all’interno dell’Impero Ottomano – anch’esse in lotta per la libertà dalla tirannia.

“Il potere è velenoso ovunque”, commenta Altan. “Ma in paesi come la Turchia, la società non è in grado di produrre un antidoto contro il veleno del potere. Quello che è successo un secolo fa si ripete oggi. Tutti quelli che arrivano al potere con la promessa di combattere la tirannia e la repressione si trasformano in un tiranno nel tempo. Il desiderio dei politici di questo paese di diventare il “sultano” non finisce mai “.

I personaggi, fortemente caratterizzati, trasportano il lettore tra sentimenti contrastanti: incerti tra il peccato, il tradimento in termini sessuali, politici o religiosi, e l’espiazione; tra la spinta verso la modernità, rappresentata da una Parigi che è ambizione e negazione al tempo stesso, e la spinta conservatrice.

Queste saranno le basi di una Turchia che si rinnova. Più o meno.

 

Per l’intervista sopracitata vai a: Publishers Weekly.


Emanuela Barbieri

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