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Le elezioni in Regno Unito e le relazioni economiche con i Paesi arabi

Di David Freedman. Al-Hayat (29/04/2015). Traduzione e sintesi di Valentina Pelosi.

La maggior parte dei politici coinvolti nelle prossime elezioni nel Regno Unito, sono inclini a concentrarsi su questioni interne. Raramente gli elettori ripongono in cima alla lista delle loro priorità le questioni di politica estera, mentre quest’ultima assume una crescente importanza per gli investitori, le imprese internazionali e i discendenti di connazionali che vivono al di fuori del Paese.

Durante la scorsa settimana, tutti i partiti politici hanno diffuso i loro dati elettorali ed è importante considerare soprattutto quelli relativi alla politica inglese in Medio Oriente, considerati i loro ben noti effetti nelle relazioni economiche anglo-arabe. È stato valutato che un elevato numero di membri del Partito Laburista appoggiano Israele, ma allo stesso tempo molti altri affiliati al partito sono consapevoli della situazione relativa al conflitto arabo-israeliano e del voto a favore del riconoscimento dello Stato di Palestina. Benché il Partito Laburista ottiene ingenti donazioni dalle lobby pro-israeliane, la dirigenza è infatti anche consapevole che vi è un numero crescente di elettori britannici che sostengono la creazione di uno Stato palestinese, che condannano le azioni di Israele e l’occupazione.

Le lobby pro-Israele offrono finanziamenti al Partito dei Conservatori, malgrado i deputati conservatori abbiano criticato Israele in numerose occasione, arrivando in ultimo a dichiarare: “Non riconosceremo lo Stato palestinese se non quando ci sarà una soluzione adeguata per i due Paesi e quando il futuro d’Israele sarà di fatto sicuro”. La sicurezza di Israele è un obiettivo ad ogni costo e una questione chiave per i conservatori.

Tuttavia, il ministro degli Esteri Philip Hammond ha sottolineato la necessità di impedire la costruzione di edifici abusivi per poter raggiungere una soluzione permanente se possibile. Il Partito Nazionale Scozzese (SNP) sostiene l’idea di creare uno Stato palestinese. Esso ha pubblicamente denunciato gli atti di Israele durante l’attacco a Gaza avvenuto la scorsa estate. Il ministro degli affari esteri e dello sviluppo nazionale scozzese, Hamza Yusuf, ha descritto Gaza come una prigione a cielo aperto e ha sottolineato che il governo scozzese è favorevole all’istituzione di un consolato palestinese in Scozia. Occorre considerare la posizione dello SNP alla luce della sua posizione politica e della sua stessa volontà di costruire uno stato. L’istituzione di consolati e ambasciate e lo sviluppo di relazioni con gli organismi internazionali sulla base del principio uno stato a favore dell’altro, costituiscono parte della sua strategia per fondare uno stato.

Quanto al Partito Liberal Democratico, parte del governo di coalizione con i conservatori, i portavoce hanno annunciato di voler riconoscere lo Stato palestinese esclusivamente se ciò servirà al processo di pace.

Ne consegue che, in base a quanto detto circa i quattro principali partiti, vi è una propensione al riconoscimento della Palestina. Sarà lo SNP a detenere la bilancia del potere nel prossimo governo inglese e avrà la possibilità di sollevare l’interesse degli elettori in Gran Bretagna, tuttavia si suppone che ottenere l’ammirazione dei palestinesi in particolare e degli arabi in generale si rifletterà positivamente nelle relazioni economiche tra Gran Bretagna e Paesi Arabi.

David Freedman è un avvocato britannico.

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Roberta Papaleo

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