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Le donne perdono la loro importanza in Piazza Taghiir

Elaph (25/5/2012). Traduzione di Ilaria Antoniello

Dopo sei mesi dall’abbandono della presidenza dello Yemen da parte di Ali Abdullah Saleh, in Piazza Taghiir (Piazza del Cambiamento) è stato costruito un muro di legno che separa le donne dagli uomini, quelle donne e quegli uomini che ancora oggi si riuniscono nella piazza di Sana’a per chiedere che i principi della rivoluzione vengano rispettati e messi in atto.
Saleh, accusato di continuare a influenzare le decisioni politiche, il 23 novembre ha firmato il piano messo a punto dal Consiglio di Cooperazione del Golfo in base al quale l’ex presidente e la sua famiglia rinunciano al potere ottenendo in cambio l’immunità e si impegnano a favorire una transizione pacifica e democratica. Tuttavia, alcuni episodi confermano che Saleh continua ad esercitare una certa pressione sul nuovo presidente, Abdorabbou Mansour Hadi. Lo stesso inviato delle Nazioni Unite per lo Yemen, Jamal Bin Omar, ha rimarcato l’esistenza di un grave conflitto tra il vecchio e il nuovo presidente, facendo notare che la situazione nel paese e molto tesa e instabile, si consideri il recente attentato rivendicato da al-qaeda.
Nel frattempo sono emerse profonde divisioni all’interno del movimento giovanile di opposizione. Infatti, in piazza Taghir ci sono oltre 300 gruppi che rappresentano gli attivisti indipendenti, gli attivisti per i diritti delle donne, i socialisti, i ribelli del Nord ed i separatisti del Sud, oltre alle diverse tribù e la
Congregazione Yemenita per la Riforma (al-Islah).
In questo clima di tensione e di divisione, ad avere la peggio sono le donne. Nella prima fase della rivoluzione le donne hanno giocato un ruolo chiave, cosa che in questo paese non era mai successa prima, e si sono trovate in prima linea, fianco a fianco con gli uomini. Oggi, invece, il Partito della Riforma esercita su di loro una forte pressione psicologica e sociale che le spinge a tornare alle proprie case; così dopo aver eretto un muro di legno, con il pretesto di offrire loro una maggiore privacy, la presenza delle donne in
piazza Taghiir è drasticamente diminuita.
Shaykh Hamid Al-Ahmar, membro della direzione politica del Partito della Riforma, pur sostenendo che il partito vuole diventare più “aperto” ha sottolineato che il comportamento delle donne in piazza è scorretto e contrario alla religione, poiché queste, secondo lui, approfittano delle proteste per poter passeggiare con i loro amici e i loro fidanzati.

Carlotta Caldonazzo

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