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L’attacco dell’Olanda alla sovranità nazionale egiziana

Al-Hayat (16/09/2012). Traduzione e sintesi di Cristina Gulfi

Il governo olandese ha annunciato la sua disponibilità a concedere asilo politico ai copti che dimostrino di essere vittime di persecuzione nel loro Paese, oltre alla mancanza di provvedimenti da parte dell’Egitto.

Questa decisione costituisce un chiaro attacco alla sovranità nazionale egiziana. Si tratta di una tendenza destinata a consolidarsi nel prossimo futuro, come effetto della globalizzazione politica, economica e culturale e dell’importanza crescente delle multinazionali, con un impatto negativo sulle politiche degli Stati.

Per capire la validità di una previsione del genere, bisogna analizzare le relazioni internazionali dell’ultimo decennio, specialmente dopo il crollo dell’Unione Sovietica e del blocco socialista, quando il sistema da bipolare è diventato unipolare. Un cambiamento che è stato accompagnato dalla globalizzazione della società del 21esimo secolo.

La sovranità, su cui si fonda lo Stato moderno, implica il pieno controllo del territorio e la non ingerenza negli affari interni. La crisi di questo principio è dovuta essenzialmente alla tendenza all’unione da un lato e alla frammentazione dall’altro.

L’erosione della sovranità nazionale è evidente in campo economico -basti pensare alle politiche di aggiustamento strutturale della Banca Mondiale e del FMI o agli standard per il libero scambio imposti dalla OMC- ma lo è ancor di più nel settore dei media. In particolare, dopo gli ultimi eventi di settembre, la civiltà islamica è vittima di un feroce attacco, che punta a ritrarre i musulmani come terroristi per natura.

Fatto ancora più grave, l’attacco alla sovranità dei Paesi arabi da parte dell’Occidente si gioca ora sulle minoranze e sulle presunte persecuzioni subite, come nel caso dei copti, i quali sono invece parte integrante del tessuto sociale egiziano. Alla luce di ciò, la decisione dell’Olanda è un’interferenza inaccettabile nella sovranità egiziana e gli Stati arabi dovrebbero prestare attenzione a questi nuovi tentativi di divisione che servono ad Israele per la propria sopravvivenza nella regione.

Cristina Gulfi

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