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L’assenza di Bashar al-Assad dallo scenario libanese

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L’incapacità del leader siriano Assad di influenzare le ultime vicende politiche in Libano indicano la perdita di influenza del regime anche all’interno della Siria nonché l’approssimarsi della sua fine.

Di Hazem al-Amin. Al-Hayat (20/11/2017). Traduzione e sintesti di Marianna Barberio.

Nella tempesta politica che ha colpito il Libano in questi giorni, caratterizzata dalle dimissioni di Saad al-Hariri, ex capo del governo libanese, dalla città di Riyadh, seguita dalla sua partenza per Parigi e dall’intenzione di far ritorno nel Paese in occasione della festa dell’indipendenza, vi è qualcosa che non ha ricevuto la giusta attenzione. Mi riferisco alla mancanza di influenza del regime siriano nella faccenda libanese e regionale.

La Siria è stata una degli argomenti delle dimissioni di Hariri, nonché una delle sue condizioni e circostanze; il regime siriano è uno dei fattori che lo hanno spinto nella sua decisione, anche se questo non indica un’influenza diretta. Dagli ultimi eventi si evince che il regime siriano non ha avuto alcuna influenza nella vicenda libanese. Affermare che il partito libanese Hezbollah lo rappresenti nei negoziati circa il futuro del governo non è più accurato; anzi, il legame che il regime siriano intrattiene con i pilastri della politica libanese – tra cui il capo del governo, Michel Aoun e il portavoce nazionale, Nabih Berri – non può tramutarsi in influenza.

La Siria come teatro e piazza di scontro è divenuta più grande del regime di Bashar al-Assad e questo lo dimostra non solo la perdita di influenza in Libano ma anche la forte presenza, culturale oltre che linguistica, dell’Iran nelle vie di Damasco, rappresentata dagli ultimi eventi legati all’Ashura e al pellegrinaggio durante la commemorazione dell’Arbain. Allo stesso tempo, il dispiegamento delle forze di Hezbollah in Siria è delimitato anch’esso dalla necessità iraniana e non dalle esigenze di difesa e offensiva del regime Assad.

L’incapacità del regime siriano di influenzare lo scenario libanese introduce altri interrogativi. Il regime di Bashar al-Assad si è imposto come potenza regionale che controlla le contraddizioni interne siriane con violenza attraverso la missione regionale che ha affidato a se stesso. Il Libano era parte della sua stabilità interna come regime, al pari del “nemico israeliano”. Oggi se risulta incapace di ricoprire un ruolo nella vicenda libanese vuol dire che ha perso una simile posizione anche in Siria, tanto che a controllare Damasco non è più Bashar al-Assad bensì il generale iraniano Qasem Suleimani.

Il regime in Siria è stato sconfitto, ma non per merito della rivoluzione, anch’essa distrutta. Andare alla ricerca dell’identità delle forze vincitrici in tutta questa distruzione non è possibile al momento. Quel che è certo è che il ritiro di Bashar al-Assad dalla scena libanese dimostra che questo regime sta per morire e che non è più in grado di svolgere il compito per il quale è stato istituito.

*Hazem al-Amin è uno scrittore e giornalista libanese.

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