Medio Oriente Zoom

L’altra faccia della storia

di Rana Askoul. Your Middle East (25/03/2015). Traduzione e sintesi di Silvia Di Cesare

A febbraio, uomini turchi vestiti con corte minigonne sono scesi per le strade della Turchia per difendere i diritti delle donne. Il loro atto di solidarietà nei confronti delle loro compagne è giunto dopo il feroce delitto di una studentessa universitaria di 20 anni, uccisa da un autista d’autobus.

Qualche settimana dopo un gruppo di uomini afghani, con indosso il tradizionale burqa azzurro ha marciato per le strade di Kabul. La loro marcia è stata un tentativo di attirare l’attenzione sui diritti delle donne nel Paese.

Dalla Turchia 58340FC1-C24E-432C-BECC-0A371FD2920E_cx0_cy12_cw0_mw1024_s_n_r1all’Afghanistan, i due gesti celano un simbolismo che non può essere ignorato: mettersi nei panni di qualcun altro crea consapevolezza, solidarietà e similarità. In questi due casi, il confine del genere sessuale cade e rimaniamo noi, semplicemente esseri umani.

I cambiamenti avvengono davvero quando riusciamo a vedere le cose con gli occhi degli altri. Ghandi scelse il suo famoso abbigliamento quando si accorse che la maggior parte delle persone in India era così povero da non poter vestire niente di più di un cencio per coprire le proprie nudità.

Nel 1952 la scrittrice americana Harriet Beecher Stowe pubblicò la storia “La capanna dello zio Tom” che si rivelò un successo editoriale con circa 4milioni di copie vendute in un decennio. La storia era una denuncia e una presa di pozione contro la schiavitù e il brutale trattamento degli schiavi nei campi di cotone. La sua storia trasformò radicalmente l’idea che la sua generazione aveva della schiavitù e incoraggiò le rivolte contro di essa durante la guerra civile americana. A Harriet l’ispirazione per il suo racconto le venne in seguito alla morte della sua bambina durante un’epidemia di colera: la sua tragedia la portò a essere più empatica con il destino delle donne nere a cui i figli venivano strappati per esser venduti come schiavi.

Per le donne mediorientali della mia generazione i diritti delle donne sono la grande lotta di quest’epoca. A casa, siamo ancora costrette ad affrontare dure sfide e ad abbattere barriere per ottenere la nostra uguaglianza nei diritti. All’estero veniamo ritratte come donne velate, deboli e sottomesse alle regole degli uomini. Ma vi sono storie di similarità che non fanno notizia: sono le storie di uomini che ci sostengono e ci danno forza.

La nostra regione ha bisogno della forza e del coraggio di uomini come questi: abbiamo bisogno di padri, di fratelli, di mariti e di amici forti che possano innalzarsi e vedere il mondo con i nostri occhi, e spero che un giorno potremo vivere insieme, con gli stessi diritti, nella similarità del nostro essere umani.

Rana Askoul è una scrittrice e fondatrice di Changing Pink, un’iniziativa per l’emancipazione delle donne in Medio Oriente

Vai all’originale 

Silvia Di Cesare

Scrivi un commento

Clicca qui per postare un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Vuoi Studiare Arabo?

Ultimi tweet