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L’Africa verso la catastrofe

Di Hellen Ebsten, Al-Sharq Al-Awsat (10/08/2014). Traduzione e sintesi di Marianna Barberio.

L’Africa sta annegando in un mare di sangue. Questo è quanto emerso al vertice di Washington dove hanno preso parte capi di Stato americani e africani. L’attenzione è stata posta sulla catastrofe che ha colpito il continente inseguito alle fallimentari politiche statunitensi, le quali, anziché rafforzare un clima di giustizia e democrazia, hanno alimentato tirannia e conflitti interminabili.

Il vertice ha fatto leva soprattutto sui successi nel continente, relativi al commercio e all’investimento nelle risorse petrolifere e naturali; è stato però tralasciato il tema della giustizia e dello stato di diritto.

Consideriamo per primo il sud del Sudan che ha dichiarato la sua indipendenza tre anni fa. Inizialmente, il Paese presentava condizioni favorevoli per uno sviluppo economico e per un progetto di ricostruzione locale finanziato dalle Nazioni Unite. L’aggravarsi dei conflitti nel distretto di Jonglei ha portato ad una vera e propria guerra civile, in seguito al massacro operato dalle forze armate nei confronti dell’esercito e dei discendenti della tribù di Nueir.

Una situazione analoga si è presentata anche in Nigeria, il Paese più ricco del continente africano. Qui sono la corruzione e il degrado amministrativo a fare da padroni. Per diversi anni l’organizzazione terroristica Boko Haram ha guidato operazioni disumane in ogni angolo del Paese, a partire dal rapimento di più di duecento studentesse lo scorso aprile. Tale associazione è stata la sola ad aver professato l’introduzione della legge islamica per la purificazione delle istituzioni locali. Nel 2009, si è proceduto alla chiusura dell’organizzazione, all’arresto e annientamento del suo leader Muhammad Youssef.

In ultimo l’Uganda, un Paese che prometteva un cambiamento sicuro ma che al contrario è sprofondato nel clima del dispotismo. Infatti, da un lato la corruzione ha operato con lo sperpero di miliardi di dollari per gli imbrogli alle elezioni, dall’altro il sistema di tortura ha minacciato quanti criticavano il governo. L’indifferenza del presidente Obama per la situazione di violenza e trasgressione allo stato di diritto, condurrà di certo il Paese verso una guerra civile.

Per concludere, solo la pace e la prosperità rappresentano una fonte di garanzia alla giustizia che i delegati del vertice afro-americano mirano a mantenere per evitare l’accumulo di ulteriori catastrofi.

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Roberta Papaleo

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