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L’accordo sul fronte sud della Siria: quali possibilità?

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Di Omar Raddad. Al-Ray al-Youm (12/07/2017). Traduzione e sintesi di Cristina Tardolini.

L’accordo USA-Russia-Giordania sulla Siria è stato annunciato durante il vertice del G20 tra i presidenti Trump e Putin, subito dopo il fallimento del quinto ciclo di negoziati di Astana per discutere i dettagli della tregua nel sud del Paese.

La conclusione degli accordi ha avuto esito positivo, al contrario dei precedenti, e tale modello potrà essere applicato ad altre parti della Siria, come asserito dall’Osservatorio Siriano, specialmente per stabilire le fasi di cessate il fuoco.

Dopo dunque un periodo di incertezza dovuto agli scontri tra USA e Russia e l’introduzione delle forze di monitoraggio internazionali in Siria, sembra essere arrivata una nuova aria di ottimismo. L’accordo rappresenta una vittoria per la diplomazia giordana, soprattutto per quanto riguarda la lotta contro Daesh (ISIS) e il gruppo Fatah al-Shams (ex al-Nusra), nonché contro gli sciiti rappresentati dalla Guardia Rivoluzionaria Iraniana e da Hezbollah.

In alcuni settori, le autorità siriane verranno ripristinate ai confini e ai passaggi ufficiali, sperando nella ripresa del commercio bilaterale con e attraverso la Siria e supportando il ritorno del maggior numero possibile di rifugiati siriani nella parte meridionale del Paese. Per quanto riguarda Israele, quest’ultimo spera che dopo il cessate il fuoco, l’accordo raggiungerà il completamento delle zone cuscinetto, allontanando la minaccia iraniana e quella di Hezbollah dal fronte orientale del Golan ripristinando i minimi termini della tregua del 1974.

Per quanto riguarda le autorità siriane, l’accordo costituisce il pieno riconoscimento del regime siriano: verrà concesso un periodo transitorio durante il quale si lascerà scegliere il destino di Assad al popolo siriano, nel quadro di soluzioni politiche e non militari.

Nonostante il peso dell’America e della Russia in questo accordo, esso rimane soggetto alla minaccia e al rischio di fallimento alla luce dei problemi che verranno affrontati con la sua attuazione e l’interazione tra le forze armate sul terreno, in particolare quelle iraniane e su come affrontare i settori di Hezbollah e la Guardia Rivoluzionaria nelle province coperte dall’accordo. In questo scenario, sembra che affrontare la fazione di Khalid bin al-Walid, leale a Daesh, nella valle di Yarmouk al triangolo di confine tra Giordania e Siria e il Golan occupato sarà più facile, grazie all’accordo con il gruppo Fatah al-Sham affiliato ad Al-Qaeda, mentre invece sarà più difficile per il regime siriano determinare la sua sfera d’azione con i russi e gli iraniani attorno, in particolare i primi: i russi sono i responsabili delle principali decisioni, non gli iraniani e l’Hezbollah, anche se le altre tre zone di riduzione in Siria permettono agli iraniani di essere presenti.

Omar Raddad è uno scrittore giordano.

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