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La Siria soccombe sotto il peso del neocolonialismo

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Il triumvirato di Russia, Iran e Turchia avrà la capacità di assicurare la tregua affinché si possano porre le basi per un compromesso politico nella sessione di febbraio della conferenza di Ginevra?

Di Jihad el-Khazen. Al-Hayat (31/01/2017). Traduzione e sintesi di Federico Seibusi.

Russia, Iran e Turchia non hanno trovato un accordo per una tregua in Siria; ma nel frattempo, è evidente che ogni fazione difende i propri interessi a spese del popolo siriano visto il sostegno della Russia e dell’Iran al regime siriano e il sostegno della Turchia alle milizie d’opposizione. Pertanto, ne deriva che questi tre paesi non hanno niente in comune a eccetto delle loro mire sulla Siria.

Ad Astana, i terroristi di Daesh (ISIS) e dell’ex Fronte al-Nusra sono stati esclusi dall’accordo a differenza dei gruppi d’opposizione che hanno preso parte ai negoziati sebbene non gli sia stato chiesto di firmare l’accordo. D’altronde, Bashar Jaafari, ambasciatore della Siria presso le Nazioni Unite e suo rappresentante nei negoziati della scorsa settimana, ha annunciato che i combattimenti nelle regioni del Paese, come in quelle attorno alla capitale siriana, continueranno per assicurare l’approvvigionamento di acqua agli abitanti di Damasco.

Mentre ci si domanda su cosa si accorderanno i siriani, la nazione ancora non si è risvegliata dalla barbarie. Intanto, i russi hanno imposto la Costituzione sostituendo la dicitura “Repubblica Araba di Siria” con “Repubblica di Siria”. Il paragrafo della Costituzione che stabilisce il diritto islamico come fonte della legislazione è stato abolito assieme all’articolo che sancisce l’obbligo di un presidente musulmano senza sancire una religione specifica. Per quanto riguarda la lingua, l’arabo e il curdo sono diventate lingue paritarie con lo stesso status nelle zone autonome di cultura curda.

Altre modifiche riguardano “le amministrazioni locali”: diventeranno delle “assemblee distrettuali” con potere legislativo e i rappresentanti delle “unità amministrative” costituiranno un’assemblea indipendente, che, insieme l’assemblea del popolo (parlamento), potrà tenere sedute pubbliche per l’elezione e l’interrogazione del primo ministro e del presidente della Repubblica.

Il presidente della Repubblica sarà eletto per un solo mandato che potrà essere rinnovato solamente per un mandato successivo; dovrà anche tenere il giuramento costituzionale di fronte al parlamento e all’assemblea dei distretti e assumerà la carica di comandante supremo delle forze armate. In caso di aggressione o di minaccia ha il diritto agire per affrontare la minaccia facendo rapporto alle due assemblee, in modo che le forze armate rimangano sotto il controllo della società, non interferiscano nella politica e non abbiano un ruolo nella transizione di potere. Inoltre, l’organizzazione di azioni militari o di natura militare è inammissibile al di fuori dell’autorità statale. Infine, il riferimento ad Allah e al nazionalismo arabo o di stampo socialista sono stati rimossi dal giuramento costituzionale.

La Siria è un Paese arabo per ogni popolo, i curdi vanno difesi oggi come è stato fatto in passato. Tuttavia, la richiesta di uno Stato indipendente o di entità speciali nelle loro regioni in Siria è sconsigliabile, in quanto sono circondati da Paesi che rappresentato una minaccia, come la Turchia.

La Siria è nel cuore della comunità arabo-islamica e non può ritornare ad essere una colonia. Nel 1925, il sultano Pasha al-Atrash fu il primo a rivoltarsi contro il colonialismo nella regione come fece la leadership egiziana prima e dopo di lui. Con l’indipendenza, Fares al-Khoury, un cristiano del Libano originario della cittadina di Kfeir divenne il primo premier della Siria e il popolo siriano poté governare il proprio paese. In seguito, i colpi di stato militari afflissero il levante fino a quando si manifestò clemenza ai golpisti, permettendo alla Russia, all’Iran e alla Turchia di smembrare il corpo della Siria.

Jihad el-Khazen è un giornalista ed editorialista del giornale panarabo Al-Hayat.

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