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La Shura saudita contro le donne

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L’insistenza di alcuni membri del Consiglio della Shura nel rigettare la richiesta da parte delle donne è un tentativo disperato di opporsi alle tendenze della società e dello Stato

Di Dawood Al-Sheryan. Al-Hayat (27/04/2017). Traduzione e sintesi di Veronica D’Agostino.

Le donne saudite membri della Shura sono riuscite a ottenere una raccomandazione che richiede la parità di ruolo e di status nello scrivere i programmi scolastici, andando così contro la visione tradizionale basata sull’esclusione e il razzismo nei loro confronti.

Quest’ultime, infatti, sono diventate fortemente partecipi della loro società, tanto da aver sorpassato gli uomini in molti campi, come in quello sociale e scientifico, con un successo sorprendente. Questo successo, però, è rimasto imprigionato nell’antica visione che, con il tempo, si è trasformata in una barriera che impedisce loro di esercitare i propri diritti e di mettere in atto i traguardi raggiunti negli ultimi decenni.

Le conseguenze di ciò hanno giocato un ruolo fondamentale nell’ultima seduta dell’Assemblea Consultiva, dove il Consiglio ha fatto cadere una nuova raccomandazione nella quale si chiedeva di istituire scuole di educazione fisica per le donne; richiesta tra l’altro pienamente in linea con quanto previsto dal piano di riforme saudite “Vision 2030”, che tra i principali obiettivi da raggiungere vede proprio lo sviluppo e la promozione dello sport – settore assente in Arabia Saudita per molti anni – attraverso l’aumento della percentuale della pratica sportiva dal 13% al 40% e l’apertura di 250 club femminili, secondo quanto annunciato dall’Autorità Generale per lo Sport del Regno.

L’insistenza di alcuni membri del Consiglio della Shura nel rigettare la richiesta da parte delle donne è un tentativo disperato di opporsi alle tendenze della società e dello Stato. Coloro che hanno votato a sfavore hanno stabilito che saranno le donne europee a farsi carico di questa missione, con tutte le conseguenze sociali ed economiche, e che loro saranno i primi a contrastarle e a utilizzare la questione per imporre la propria potestà sulla società ancora una volta.

La mancata approvazione di questa raccomandazione a favore dello sport femminile rivela quindi che una minoranza della società rema ancora contro il Paese ma che, allo stesso tempo, il governo è più veloce del Consiglio e alla fine si schiererà a fianco della maggioranza della società come ha sempre fatto.

Dawood al-Sheryan è un giornalista saudita.

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Redazione

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