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La Russia e la complessa soluzione in Siria

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Di Samir Saifan. Al-Araby al-Jadeed (28/08/2018). Traduzione e sintesi di Cristina Tardolini

Mosca sta vincendo la guerra in Siria e questo è particolarmente importante per le sue relazioni internazionali.

A causa della guerra circa 2,5 milioni di persone sono rimaste ferite, oltre il 10% ha riportato delle disabilità, e gli sfollati sono saliti a 7 milioni (piu’ altri 6 milioni di sfollati interni). Le responsabilità della Russia per tutto ciò che è accaduto in Siria sono sia politiche che morali e le sue forze hanno contribuito direttamente a questa distruzione.

La Russia ora deve garantire un programma sicuro per il ritorno degli sfollati, per la ricostruzione del paese, per una ripresa del settore imprenditoriale e rilanciare l’economia siriana. A tal proposito, Mosca sta cercando di rendere l’IDP (l’Internally Displaced People stilato dall’ UNHCR) come una questione internazionale da risolvere urgentemente, in modo da coinvolgere attori di scala mondiale quali gli Stati Uniti, l’Unione Europea, gli Stati del Golfo e la Turchia a cooperare su questo problema, includendo però tra le righe la riabilitazione del regime siriano e la sopravvivenza di Assad: questo renderà ancor più difficile per la Russia conquistare sia la fiducia dei siriani che quella della comunità internazionale. Quest’ultima, infatti, vuole avere delle garanzie dalla Russia su cosa ha intenzione di fare in Siria nel prossimo futuro, prima di attivarsi positivamente verso il ritorno dei rifugiati e la successiva ricostruzione del paese: si preannunciano dunque visite e negoziazioni, la formazione di una task force e l’individuazione di diversi sbocchi per il ritorno dei siriani a casa loro. Mosca, poi, sa che il regime coopererà nel far tornare i rifugiati, ma che sicuramente si rifiuterà di restituire gli oppositori e gli attivisti politici, poiché visti come una minaccia futura: si dice pronto a perdonare coloro che hanno preso le armi, hanno combattuto e ucciso, ma non quelli che si sono opposti alla parola e alla scrittura.

Si prevede che per la fine del 2018 la nebbia sulla catastrofe siriana sparirà, rendendo chiara la posizione di Mosca, Washington, Ankara, Teheran e Damasco, segnando il destino della Siria.

Samir Saifan è uno scrittore, ricercatore e consulente siriano.

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I punti di vista e le opinioni espressi in questa pubblicazione sono di esclusiva responsabilità degli autori e non riflettono necessariamente il punto di vista di Arabpress.eu


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