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La ripresa della storia in Medio Oriente

Zoom 5 nov Medio OrienteDi Rami G. Khouri. The Daily Star Lebanon (02/11/2013). Traduzione e sintesi di Angela Ilaria Antoniello.

È possibile osservare dei cambiamenti storici nelle relazioni tra gli Stati Uniti e cinque attori fondamentali della regione mediorientale: Arabia Saudita, Israele, Iran, Turchia ed Egitto. Il cambiamento più rilevante riguarda i rapporti tra Stati Uniti, Israele, Iran e Arabia Saudita: qui si stanno verificando simultaneamente tre fatti molto intriganti, le cui conseguenze sono però attualmente imprevedibili.

Il primo è la ripresa di un dialogo serio con l’Iran in un’atmosfera positiva in cui si cerca di porre fine alla disputa sulle capacità nucleari dell’Iran e di affrontare anche le preoccupazioni iraniane sulla politica statunitense. Qualora i negoziati tra l’Iran e i Paesi 5 +1 avessero successo potrebbe nascere una nuova era in cui l’Iran potrebbe lentamente recuperare i rapporti con le potenze mondiali e rimodellare quelli all’interno del Medio Oriente. Questo a sua volta potrebbe avere importanti implicazioni per le politiche del Consiglio di Cooperazione del Golfo, così come sulle condizioni in Siria e in Iraq e sullo status di Hezbollah e Libano.

Le nuove percezioni che hanno gli americani dell’Iran sono il riflesso del secondo cambiamento in atto, cioè uno dei rari casi in cui gli Stati Uniti perseguono politiche non pienamente in linea con i desideri israeliani. Ci si possono aspettare grandi conseguenze da una politica estera americana che ubbidisce agli interessi nazionali piuttosto che ai dettami, alle paure e alle manipolazioni israeliane.

Il terzo sviluppo significativo è la critica rivolta alla politica degli Stati Uniti in Medio Oriente dal governo dell’Arabia Saudita, preoccupato per i cambiamenti nelle politiche di Washington in Siria, Iran ed Egitto. Le altre due relazioni che sono coinvolte in questo cambiamento – quelle con la Turchia e l’Egitto – rinviano all’emergere di governi più forti e più sicuri in due grandi e importanti Paesi che a loro volta stanno cercando di reagire ed adattarsi alle mutate condizioni regionali.

I nuovi sviluppi nei rapporti bilaterali con Iran, Israele e Arabia Saudita sono ancora nella loro fase iniziale e potrebbero muoversi in direzioni molto diverse. Per il momento, comunque, indicano che alcune politiche americane di lunga data possono cambiare. Intanto, le potenze mediorientali manifestano il bisogno di allentare i legami, spesso di dipendenza, con gli Stati Uniti, per poter rivestire un ruolo più autonomo nella nuova struttura geo-strategica che si sta delineando a livello regionale.

Questa evoluzione potrebbe corrispondere a un indebolimento dell’influenza americana o, viceversa, al rafforzamento del suo soft power. In ogni caso, sia nelle dinamiche interregionali che nelle relazioni bilaterali con gli Stati Uniti, in Medio Oriente si assiste ad una ripresa della storia, dopo mezzo secolo di condizioni anomale e congelamento della politica regionale.

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Roberta Papaleo

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