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La richiesta di destituire Bashar Al-Assad è caduta: quali sono gli effetti a livello internazionale e regionale? 

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Di Omar Raddad. Al-Ray al-Youm (24/07/2017). Traduzione e sintesi di Cristina Tardolini

Dichiarazioni occidentali e arabe indicano che ci sarebbe stato un rovesciamento nelle posizioni degli attori internazionali e regionali circa il futuro del presidente siriano Bashar al-Assad e del mantenimento del suo ruolo. La fine del regime infatti era stata chiesta e posta come condizione di partenza per discutere le eventuali soluzioni alla crisi siriana.

Il presidente francese Macron ha ammesso che non c’è un’alternativa ad Assad, gli americani di recente hanno dato pubblicamente il loro consenso al presidente siriano, mentre i paesi del Golfo non hanno fatto alcuna dichiarazione sul futuro della Siria. Ad essi si aggiunge anche il consenso della Turchia, mentre le posizioni russe e iraniane sottolineano che lo stato di Assad è una linea rossa per gli iraniani e che il futuro del presidente sarà deciso dal popolo siriano, previa decisione russa.

Il cambiamento della posizione internazionale e regionale verso Assad non è isolata, bensì collegata alla riorganizzazione della regione, con l’avallo di Stati Uniti e Russia per quanto riguarda l’eliminazione del terrorismo e l’esclusione dell’Islam politico, la fine dell’ideologia della resistenza e la produzione di sistemi moderati, impegnati ad un minimo di apertura civile ed economica.

In secondo luogo, la militarizzazione della rivoluzione siriana ha prodotto il regime siriano e il terrorismo islamico rappresentato da Daesh e Al Qaeda, ed i contributi della diplomazia russa, iraniana e siriana negli ultimi sei anni hanno consolidato questa convinzione. Inoltre va considerata anche la debolezza delle strutture e dei leader della rivoluzione siriana, in termini di rappresentanza del popolo siriano nelle sue varie componenti. Gli sviluppi della scena siriana indicano che il coordinamento USA-Russia nel sud e nell’est della Siria, dopo la conclusione di un accordo tripartito con la Giordania, ha portato ad un cessate il fuoco nelle province di Daraa, Quneitra e Suwayda e l’istituzione di basi militari americane nella regione di Tanf e di Raqqa, distribuendo l’esercito siriano nella Siria centrale e orientale, nonché l’inizio del restauro dei campi di petrolio e gas.

In questo contesto, le intese russo-americane riducono temporaneamente la presenza e l’influenza dell’Iran in Siria, ed è certo che la Russia avrà il compito di persuadere il presidente Assad per porre fine al ruolo iraniano nel Paese, in cambio dell’accettazione da parte dell’Occidente di non destituire il presidente siriano. La transizione in Siria sarà un processo complesso e interconnesso, in particolare nel trattare il terrorismo e affrontare il ruolo iraniano in Siria, oltre alle conseguenze della ricostruzione, della crisi economica e dei rifugiati.

Omar Raddad è uno scrittore giordano.

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