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La proliferazione degli Stati fantoccio in Medio Oriente e Africa

The Washington Post (25/04/2012). Traduzione di Cristina Gulfi

In Medio Oriente e in Africa, è in atto una tendenza preoccupante, l’instaurazione di Stati fantoccio. A questo proposito, Boukhars Anouar del Carnegie Endowment for International Peace cita il caso del Sahara Occidentale, una regione che potrebbe inserirsi velocemente nelle reti criminali e terroristiche del Nord Africa e del Sahel.

Le sotto governate zone circostanti, in particolare il nord della Mauritania e i campi profughi amministrati dal Fronte Polisario nel sud-ovest dell’Algeria, stanno già diventando punti di snodo per il traffico di droga, il contrabbando e la circolazione di armi. Inoltre, si fanno sempre più evidenti i legami tra le organizzazioni criminali, Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM) e i profughi saharawi di Tindouf. Tale prospettiva del Sahara Occidentale preoccupa non poco gli Stai Uniti e l’Europa. Una situazione altrettanto critica si ritrova in Mali. Secondo J. Peter Pham del Consiglio Atlantico, nel mese di aprile, in meno di due settimane, questo Stato è passato dall’essere una rara oasi di democrazia e stabilità ad uno Stato quasi fantoccio, in una regione dall’equilibrio da sempre molto delicato come il Sahel, specie dopo la guerra di Libia. Il presidente del Mali, Amadou Toumani Touré, è stato rovesciato da un gruppo separatista di nomadi Tuareg. Com’era prevedibile, gli islamisti hanno subito cercato di ritagliarsi il loro spazio.

L’Egitto rappresenta una variazione sul tema. Un regime instabile, logorato dalle tensioni politiche e dal fallimento economico, ha perso il controllo del Sinai con la conseguenza che Hamas ne sta approfittando per attaccare Israele che, a sua volta, alimenta un nuovo conflitto proprio contro l’Egitto.Peter Pham fa considerazioni che assumono un carattere generale. Spesso nascono alleanze imprevedibili: è il caso dei separatisti che guardano agli islamisti e viceversa, come in Mali. Nel caso del Sahara Occidentale, invece, bisogna tener presente che le schiere di giovani nei campi profughi sono facili reclute per i gruppi estremisti. Pertanto, raccomanda agli Stati Uniti di impegnarsi con più forza per sostenere i regimi in queste regioni critiche, promuovendo soprattutto la governance e lo sviluppo economico.Se il colpo di stato in Mali ha colto di sorpresa gli Stati Uniti, è ora il momento di capire come agire per promuovere la stabilità e scongiurare i pericoli che derivano dagli Stati fantoccio, tra cui l’influenza di Al-Qaeda.

Giusy Regina

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