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La parola è come un proiettile

The Voice France
"Sono dell’idea che le parole tolgano le maschere, apprezzo le parole nude e disprezzo la 'lingua di legno', così come i francesi definiscono qualsiasi linguaggio di adulazione"

Di Ghada al-Samman, al-Quds al-Arabi, (03/03/2018). Traduzione e sintesi di Sabrina Campoli

Essendo una fan delle belle voci, sto seguendo sul canale francese TF1 il programma The Voice, rivolto ai talenti musicali emergenti. Durante una puntata si è presentata una concorrente con un velo azzurro sulla testa; la cosa mi ha fatto piacere, è ciò che ho sempre desiderato di vedere nei programmi televisivi, l’islam non isola le donne in una bolla d’aria, e a questo proposito ho ripensato all’amore del rimpianto poeta libanese Abd al-Latif Sharara ( عبد اللطيف شرارة) nelle sue parole:

“L’Islam non è una prigione speciale per le donne!”

Si chiama Mennel, ha origini siriane e grazie alla sua bellissima voce e alla sua esibizione, la giuria era ormai sicura che sarebbe arrivata tra i finalisti del talent. Poi però, è arrivata la brutta sorpresa: questa ragazza franco-siriana ha assunto un atteggiamento “poco umano” nei confronti delle vittime dell’attentato di Nizza, investite da un camion sulla Promenade des Anglais mentre aspettavano di vedere i fuochi d’artificio in occasione della festa nazionale francese. Nessun musulmano esulta per la morte di un altro essere umano, ma in base a quanto rivelato dalla stampa, Mennel lo aveva fatto indirettamente sui social network Twitter e Facebook. Così è stata squalificata dal programma, senza alcuna reazione da parte dei media. Ha chiesto pubblicamente scusa sui social, ma non è stato abbastanza per ottenere il perdono da parte dei parenti delle vittime, perché la parola è come un proiettile che non può essere recuperato una volta sparato.

La ventunenne però non è l’unica ad essere stata tradita dalla sua lingua: è successo anche a politici francesi di alto livello, come Laurent Wauqiez, ex ministro e Presidente dei Repubblicani, che circa un mese fa si è recato a Lione per incontrare gli studenti dell’Università della Business Administration; ha accusato l’ex Presidente Sarkozy (suo alleato!) di spiare i telefoni dei suoi ministri e anche l’attuale Presidente Macron, colpevole del sabotaggio del candidato rivale Fillon. Ma per molti non è così, perché la verità è che Fillon ha fatto incassare lo stipendio dei contribuenti (inclusa me!) a sua moglie Pénélope e ai suoi due figli. Wauqiez si è scusato con Sarkozy ed è stato perdonato per il suo errore, al contrario di Mennel, le cui scuse invece, non hanno funzionato affatto.

Io ora mi chiedo: è stato veramente un errore dire cosa pensava? Conosciamo tutti il detto “se le parole sono d’argento, allora il silenzio è d’oro”, ma sono dell’idea che le parole tolgano le maschere, apprezzo le parole nude e disprezzo la “lingua di legno”, come i francesi definiscono qualsiasi linguaggio di adulazione. Penso che una persona debba riflettere prima di dire una cosa di cui non conosce il significato o di cui non vuole assumersi la responsabilità, per questo aveva ragione l’Imam Ali quando diceva: “Più saggezza, meno parole!”.

Ghada al-Samman è una scrittrice e giornalista siriana, nata a Damasco nel 1942.

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Redazione

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