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La miseria sessuale del mondo arabo

Di Kamel Daoud. The New York Times (12/02/2016). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo.

Kamel Daoud
Kamel Daoud

Oggi il sesso è un enorme paradosso in molti paesi arabi: ci si comporta come se non esistesse, ma allo stesso tempo determina tutto ciò che non viene detto

Dopo Tahrir, c’è stata Colonia. Dopo la piazza, il sesso. Le rivoluzioni arabe del 2011 avevano entusiasmato le opinioni, ma dopo la passione è tramontata. Si è finiti per svelare le imperfezioni, i difetti di quei movimenti. Per esempio, hanno influenzato poco le idee, la cultura, la religione o i codici sociale, soprattutto quelli relativi al sesso. Rivoluzione non vuol dire modernità.

Quello che era il sogno esotico di terre lontane prende le sembianze di uno scontro culturale in terra d’Occidente. Le differenze smorzate una volta dalle distanze sono diventate un’imminente minaccia. Il grande pubblico occidentale scopre, nella paura e nell’agitazione, che nel mondo islamico il sesso è malato e che questa malattia sta per conquistare il suo territorio.

Roberta Papaleo

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