Israele Zoom

La guerra dei video elettorali di Israele

Di Sal Emergui. El Mundo (13/03/2015). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo.

In questi giorni, i media sono stati teatro di una guerra di video elettorali israeliani a caccia del voto per le prossime decisive parlamentari del 17 marzo. Ecco alcuni esempi delle campagne diffuse dai partiti israeliani, un misto di creatività, originalità e in alcuni casi di “cattivo gusto” per attaccare i rivali.

Likud

Il partito conservatore punta tutto su Benjamin Netanyahu. Nei video non appaiono mai dirigenti del movimento, al governo dal 2009, ma solo “Bibi”. Il primo ministro stesso è il messaggio del partito.

Il Likud si è imposto con forza nella campagna elettorale, con video aggressivi e polemici. Alcuni sono state delle vere e proprie bombe elettorali, altri però sono costati cari al partito. Uno di questi è quello in cui si insinua che la vittoria del centro sinistra avrebbe facilitato l’entrata di Daesh (ISIS) in Israele: l’idea è che un governo del centrosinistra di Herzog si ritirerebbe dalla Cisgiordania, che rimarrebbe scoperta agli attacchi di Daesh o di Hamas.

La conclusione del video, quindi, è chiara: “La sinistra si arrenderà al terrore”.

Un secondo video del Likud che ha spopolato non solo in Israele, ma in tutto il mondo, è quello del premier Netanyahu che si propone come “Bibi-sitter”, alludendo alla sua capacità di mantenere la sicurezza di Israele.

Partito laburista

Dopo un pessimo inizio, il movimento di centrosinistra ha recuperato punti, soprattutto grazie all’esperto pubblicitario Reuven Adler, chiamato d’urgenza in piena campagna elettorale per potenziare la figura del leader Isaac Herzog.

In uno dei video del partito laburista più dibattuti, il leader Herzog, noto per la sua voce debole, espone la sua carriera politica perfettamente doppiato da una voce distinta, più solenne e forte della sua, affermando: “Siamo il movimento politico più grande in Israele e l’unico che può sostituire il governo in rovina di Netanyahu. La ragione per cui alcuni di voi ancora non sanno se votarmi è la mia voce”.

Yesh Atid

Il leader centrista Yair Laid è il candidato più carismatico e affascinante della campagna, secondo quanto rivelato da un recente sondaggio, e anche il più popolare. Non tanto per i suoi quasi due anni nel governo Netanyahu, ma per il suo enorme successo come presentatore in prima serata prima di fare politica.

Là dove tutti si rifugiano nelle reti sociali, Lapid è l’unico a riempire sale e comizi. I suoi video si adattano alla sua filosofia di non attaccare nessuno personalmente e direttamente.

Bayit Yehudi (La Casa Ebraica)

Nelle sue interviste e nei suoi video, il leader ultra-nazionalista Naftali Bennett è il più diretto, aggressivo e ironico.

Il carismatico Bennett va dritto al punto e addirittura si traveste per “prendere in giro” il tipico giovane di sinistra che passa il tempo a leggere il quotidiano “anti-israeliano” Haaretz e che chiede sempre scusa. Al di là dell’ironia, si tratta di una critica agli israeliani che considerano troppo l’opinione della comunità internazionale. “Smettiamo di chiedere scusa, amiamo Israele, uniamoci a Bayit Yehudi”, chiede Bennett.

La ciliegina sulla torta

Uno dei migliori video elettorali è firmato da Noy Alooshe, noto per i suoi famosi “remix”, il più recente quello che riprende il discorso di Netanyahu al Congresso statunitense sul programma nucleare iraniano, con tanto di applausi e il suo chiodo fisso: Iran, Iran, Iran.

Sal Emergui è un giornalista spagnolo free-lance con base a Gerusalemme.

Vai all’originale

 

Roberta Papaleo

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