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La guerra che separa gli innamorati di Aleppo

Di Mohammed al-Khatieb. Al-Monitor (16/02/2015). Traduzione e sintesi di Claudia Avolio.

In copertina una vignetta dell’artista siro-palestinese di Yarmouk Hani Abbas

Louay, 23 anni, non era da solo la notte di San Valentino, ma neppure con la sua ragazza. Insieme ad alcuni amici innamorati come lui si sono riuniti al lume di candela per una serata tra pochi intimi. Louay ha dato alle candele la forma della lettera “R” e ha raccontato ai suoi amici dell’ultima volta in cui ha visto Rama, la sua ragazza. “È stata una bellissima giornata, anche se abbiamo passato poco tempo insieme. Mi ricordo ancora i suoi occhi pieni di speranza. Ha ammesso la sua forte paura di essere raggiunta dagli spari dei cecchini mentre attraversa il passaggio di Bustan al-Qasr. Eppure, ha superato la paura per vedermi. Mi manca, con la sua pazzia e la sua voce gentile”, ha detto Louay.

Sono trascorsi oltre 13 mesi dall’ultimo incontro tra Louay e Rama. Nel febbraio 2014, le forze del regime hanno chiuso l’unico passaggio che collegava le due parti di Aleppo, il lato orientale sotto il controllo dell’opposizione, e quello occidentale controllato dal regime. Come risultato, la città è stata divisa e le famiglie separate. Spostarsi da un lato all’altro della città richiede un tortuoso viaggio attraverso linee del fronte. Il viaggio, che richiede più di nove ore nelle migliori delle condizioni, comprende un passaggio per la strada “Khanasser”, che attraversa aree controllate da Daish (ISIS).

Rama vive nella parte della città controllata dal regime, mentre Louay abita nell’area sotto il controllo dell’opposizione. Anche se a dividerli sono solo pochi chilometri, è quasi impossibile per loro incontrarsi. Tre anni fa, nel gennaio 2012, si sono conosciuti mentre organizzavano proteste all’università di Aleppo per chiedere la caduta del regime. La stessa rivoluzione che ha fatto avvicinare la coppia, sta impedendo ora a Louay di vedere la sua amata, essendo ricercato dalla sicurezza siriana. Per questo ha dovuto lasciare gli studi alla facoltà di Scienze e al momento insegna su base volontaria. Rama si sta per laureare nello stesso corso di studi in cui era anche Louay.

Nei mesi scorsi, Rama ha ricevuto molte proposte di matrimonio ma ha sempre rifiutato, dicendo alla sua famiglia che vuole terminare gli studi. Louay non ha alcun desiderio di viaggiare all’estero. La sua presenza ad Aleppo vicino alla sua ragazza, malgrado il loro vivere separati, gli dà speranza e forza. Da poco, comunque, ha iniziato a cercare rifugio in Paesi occidentali e a mettere soldi da parte per un viaggio volto a chiedere asilo. Un viaggio illegale come questo, crede sia l’unica soluzione che gli permetterà di avere un futuro e impegnarsi con Rama. “Non sembra per niente facile e potrei annegare nel tentativo”, dice Louay.

Tutti gli amici di Louay hanno le loro storie d’amore da raccontare, tutte segnate dallo stesso tipo di sofferenza: un futuro perduto, un Paese diviso ed un amore distante per via della guerra che imperversa. Eppure, tutti loro sono d’accordo sul fatto che, anche se la guerra durerà per un po’, non rinunceranno all’amore.

Mohammed al-Khatieb è un giornalista siriano free-lance che vive ad Aleppo.

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Claudia Avolio

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