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L’Iran in una fase delicata

Bandiera Iran
Oltre alla politica estera, il Paese si trova a dover far fronte ad un possibile cambiamento al suo interno

Di Zouheir Kseibati. Al-Hayat (28/02/2017). Traduzione e sintesi di Alberto Claudio Sciarrone.

L’Iran si trova in un momento importante della sua storia, sia in termini di politica interna che di politica estera.

Innanzitutto, il prossimo maggio si svolgeranno nuove elezioni presidenziali, dove l’attuale primo ministro Hassan Rohani è ancora il favorito principale. Inoltre preoccupa la posizione americana: l’ex presidente Obama aveva rimosso le sanzioni che duravano da anni ed era giunto ad un accordo sul nucleare, ma la nuova amministrazione ha annunciato un cambio di rotta nei rapporti con il Paese. Una volta insediatosi alla Casa Bianca, il neoeletto Donald Trump ha infatti proposto il cosiddetto “muslim ban”, che avrebbe penalizzato, fra le varie nazioni, anche l’Iran. La tensione creata dal divieto è stata poi acuita dal recente test missilistico iraniano nella periferia di Semnan, in apparente violazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite.

Teheran è impegnata sulle scena mediorientale in diversi contesti regionali come la Siria, lo Yemen e l’Iraq, dove sono presenti diverse comunità sciite. Per quanto riguarda il primo Paese, si sono conclusi recentemente i colloqui di Astana dove la Russia, l’Iran e la Turchia hanno discusso un meccanismo di controllo trilaterale del cessate il fuoco. L’Iran è preoccupato dal consolidarsi di Daesh (ISIS) in Siria e nel vicino Iraq, dove la politica americana dal 2003 al 2006 ha favorito la minoranza sciita a scapito dei sunniti, alimentando ancora di più il settarismo intrinseco e la corruzione. Nel 2010 il ritiro delle truppe americane deciso da Barak Obama ha lasciato un Paese ancora più instabile e debole, che è finito successivamente nelle mani dei terroristi.

Di recente l’altro potente attore regionale, l’Arabia Saudita, ha inviato il suo ministro degli Affari Esteri, Adel al-Jubeir, proprio in Iraq per una visita storica, la prima a partire dagli anni ’90, promettendo di rafforzare i legami tra i due Paesi, nominare un nuovo ambasciatore e combattere la minaccia del terrorismo. Il ministro degli Affari Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, non ha nascosto il suo disappunto per questo incontro, visto come un duro colpo al tentativo di egemonia del suo Paese nella regione.

Come reagirà la Repubblica iraniana dinnanzi a queste nuove sfide?

Zouheir Kseibati è uno scrittore e giornalista libanese.

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