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La corsa agli armamenti in Medio Oriente…verso dove?

habibollah-sayariAl Sharq Al Awsat (07/06/2013).Prima dell’invasione americana in Iraq nel 2003, non vi era in Medio Oriente quell’ irrefrenabile necessità da parte degli eserciti di espandere il proprio arsenale difensivo per far fronte a minacce nemiche; inoltre gli accordi di pace tra Egitto ed Israele avevano contribuito ad affievolire, o quantomeno assopire i sentimenti di ostilità tra gli arabi e lo stato ebraico. Con la Terza Guerra del Golfo però, tutto è cambiato.

Da dieci anni ormai, un perenne clima di tensione aleggia in tutto il Medio Oriente: le manovre militari iraniane e il programma nucleare, i timori di Israele, i conflitti in Siria, Yemen e Iraq hanno trasformato le normali attività di sviluppo degli eserciti in una vera e propria corsa agli armamenti.

Lo scorso aprile, Washington ha mandato un chiaro messaggio all’Iran, annunciando un accordo da 10 miliardi di dollari con Israele per lo sviluppo degli armamenti. Quanto agli altri stati del Golfo, le previsioni per il biennio 2013/2015 parlano di una spesa di 70 miliardi di dollari con una particolare attenzione alla difesa missilistica, ma ciò che desta non poche preoccupazioni è l’interesse che molti di questi paesi stanno dimostrando verso lo sviluppo di nuovi reattori nucleari per scopi pacifici, ma che potrebbero in futuro servire per fini militari, portando il Medio Oriente ad essere tenuto in piedi da un pericoloso equilibrio regionale basato sulla deterrenza nucleare (come ad esempio accade tra India e Pakistan).

La corsa agli armamenti continua, e va avanti  senza sosta.

 

 

 

 

 

 


Luca Pavone

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