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“La città di pan di zenzero” di Jennifer Steil

Sana'a Yemen città vecchia
Dal blog Con altre parole di Beatrice Tauro

Ai nostri piedi si stendeva la fantasia di pan di zenzero che è la Città Vecchia di San’a: un agglomerato di case color biscotto, decorate con quella che ha l’aspetto di glassa bianca, circondato da mura spesse e alte. Non avevo mai visto una città così bella.

Queste poche righe sono sufficienti a immergerci nella misteriosa e affascinante atmosfera di questo splendido romanzo, scritto dalla giornalista americana Jennifer Steil, un’opera autobiografica nella quale racconta la propria avventura nel paese della penisola arabica dove oggi vive insieme al compagno e dove ha costruito la sua famiglia.

città pan di zenzeroNel libro la Steil narra la propria storia, quando giovane giornalista americana, viene inviata in Yemen per tenervi un corso di giornalismo. Deve restarci solo tre settimane e invece ci resterà per sempre.

Le minuziose descrizioni della città di San’a, con i suoi vicoli tortuosi che si snodano come labirinti nel centro storico, a fare da divisori agli alti palazzi color di biscotto, il dettaglio delle atmosfere misteriose e proibite della Città Vecchia, portano il lettore a immaginare a occhi aperti questo mondo vicino eppure tanto distante dalla nostra realtà di occidentali.

Una realtà che riesce a conquistare Jennifer che dapprima si scherma dietro le proprie certezze di giovane e single donna occidentale, che in qualche misura snobba le donne yemenite costrette a sottomettersi ad una cultura e a una società che non le valorizza come esseri umani. Ben presto però i muri difensivi di Jennifer cadranno e sarà proprio il contatto con queste donne, conoscendo a fondo la loro realtà, che le permetterà di stringere una rete di solidarietà femminile di cui anche lei avrà modo di usufruire.

A suo modo Jennifer condurrà una personale battaglia, partendo dall’ambiente professionale del giornale nel quale lavora, lo Yemen Observer, contribuendo a piccoli ma significativi cambiamenti soprattutto sul solco di un maggiore rispetto per le colleghe di sesso femminile. Ma i muri cadranno anche intorno al suo cuore di single, che rifiuta l’amore e che invece ne verrà conquistata per la vita.

Lo stile fluido e coinvolgente con il quale è scritto questo romanzo autobiografico ce lo fa amare, ci fa immedesimare nelle ambientazioni, ci fa battere il cuore per le atmosfere romantiche e ci fa arrabbiare per le storie di soprusi e ingiustizie che le donne yemenite sono costrette a vivere.

Ma ci insegna anche il valore della solidarietà, e di quella femminile in particolare, che riesce a declinarsi in qualsiasi latitudine e in qualsiasi contesto sociale.


Beatrice Tauro

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