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La calligrafia islamica geometrica di Shalil Akram Khan

Islamic Arts Magazine. (15/02/2014). Traduzione e sintesi di Claudia Avolio.

"Al-Mutakabbir" di Shakil Akram Khan
“Al-Mutakabbir” di Shakil Akram Khan

Di origini pakistane, nato a Singapore, cresciuto in Canada dove ha studiato e dove vive e lavora ancora oggi, Shalil Akram Khan è un artista che ama la calligrafia islamica geometrica. Al liceo doveva esercitarsi per un corso di disegno architettonico: quale mezzo migliore se non copiare disegni islamici geometrici? La complessità e l’armonia di queste forme diedero allora all’artista lo slancio per esplorare questa forma di calligrafia, sentendosi attratto dalle forme semplici della scrittura cufica quadrata. Nelle sue parole, tale stile “è stato il precursore del minimalismo e del neo-plasticismo: uno stile tanto antico da sembrare d’avanguardia ancora oggi!”.

Ispirato ad artisti come LeWitt, Stella e Mondrian, Khan si è reso conto di voler diventare un vero e proprio artista quando ha scoperto le opere dell’olandese M. C. Escher. I famosi tasselli che nelle opere di Escher danno vita a profili di animali hanno a dir poco stupito Khan, colpito anche dal fatto che Escher aveva tratto ispirazione dalle mattonelle in stile islamico dell’Alhambra, in Spagna. Il concetto di far combaciare le diverse parti di un’opera attraverso lo stile di scrittura cufico è stato per Khan una scoperta unica a cui lavora da più di vent’anni.

Nella sua arte vive un importante aspetto spirituale: “Ciò che voglio ritrarre è l’onnipresenza di Dio nell’universo: non solo Dio, ma ognuno dei suoi attributi: ecco perché ho creato la mia arte basandomi sui nomi di Dio. I miei lavori sono una rappresentazione visiva dell’invocazione di Dio e della sua lode e glorificazione attraverso la ripetizione dei suoi nomi. Inoltre intendo rendere visibile l’arte che caratterizza Dio, tramite l’ordine, il disegno e l’armonia che appaiono in tutte le cose. Dio è bellissimo e ama la bellezza. Il mio lavoro attira gli occhi di tutti, ma solo chi è in grado di leggere lo stile cufico vi riconoscerà i nomi di Dio”.

Al momento Shalil Akram Khan sta trasformando le sue opere in serigrafie, vetro fuso e sculture in legno e in metallo. Molto interessato nell’incorporare i suoi lavori in progetti architettonici su vasta scala, l’artista crede che l’arte dovrebbe essere esposta nei luoghi pubblici, all’aperto, dove ognuno può goderne anche se non entra mai in una galleria d’arte.

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