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Kinan Azmeh, il clarinettista siriano in Giordania coinvolge i bambini siriani

Di Terre des Hommes (Tdh). Trust (03/09/2014). Traduzione e sintesi di Claudia Avolio.

In copertina Kinan Azmeh in compagnia dei bambini (foto di Terre des Hommes)

“La musica non fermerà un proiettile né proteggerà un bambino dall’essere affamato, ma ha la capacità di ispirare”: il compositore e clarinettista siriano Kinan Azmeh ha suonato la sua musica per i rifugiati siriani e le comunità ospitanti in Giordania. È convinto che la musica possa migliorare la situazione di una persona o curarne l’anima. L’artista e Terre des Hommes Jordan hanno unito le forze per rendere la quotidianità come rifugiati di questi bambini luminosa anche solo per pochi istanti. Quando la rivoluzione è iniziata in Siria nel marzo 2011, Kinan Azmeh si è chiesto “Cosa posso fare?”.

Questa stella siriana nascente si è interrogata sul ruolo dell’arte, pensando che non ci fosse posto per la musica in un conflitto simile. Ha anche smesso di comporne per un anno. Ma presto si è reso conto del fatto che comporre musica è qualcosa che deve a sé stesso: “La musica è un atto di libertà”. In un recente viaggio in Giordania, Kinan Azmeh ha incontrato i bambini siriani a cui è rivolto il progetto di Terre des hommes (Tdh) – finanziato da Tdh Germany che ha avviato la visita e da Swiss Solidarity.

Il musicista si è recato al centro di Amman, un luogo a misura di bambino in cui Tdh offre attività ricreative e sostegno psicologico ai rifugiati. Inoltre ha visitato le comunità presenti nel Nord della Giordania. In entrambi i luoghi, Kinan ha suonato della musica coi bambini. Ha portato con sé 20 flauti ed il suo clarinetto, dando vita a una piccola orchestra con tutti loro. La gente del centro e le comunità ospitanti insieme allo staff di Tdh hanno sottolineato quanto la sua musica abbia fatto bene ai bambini.

Per il clarinettista è vero anche il contrario: “Essere parte della comunità è stato molto d’ispirazione e mi ha davvero arricchito, non solo come essere umano ma anche come artista”. Non si considera un eroe umanitario, ma cerca sempre di capire cosa può fare coi suoi “mezzi limitati”. Ora che i giornali si sono allontanati dalla Siria, Kinan vuole ricordare alla gente che quanto vi avveniva si sta ancora verificando.

Girando il mondo e suonando la sua musica, incoraggia gli altri ad essere proattivi: “Ci sono molte cose che la gente può fare anche se non si trova sul posto”. Kinan ricorda un ragazzino di 11 anni che ha incontrato al centro di Tdh in Giordania. Il piccolo ha dichiarato di essere il responsabile della musica nel centro e ha iniziato ad insegnare agli altri bambini a suonare il flauto e fare la beat box. Per quel bambino Kinan Azmeh è qualcuno a cui sentirsi devoto, per il musicista quel bambino è una vera fonte d’ispirazione.

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Claudia Avolio

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