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Israele: la decisione dell’UE sugli insediamenti

Zoom 25 lug IsraeleDi Rami G. Khouri. The Daily Star (24/07/2013). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo. Il più recente e significativo sviluppo sulla scena del conflitto arabo-israeliano non è stato l’annuncio del Segretario di Stato Kerry circa un vago accordo tra i leader palestinese ed israeliano per il ripristino delle negoziazioni per la pace, ma la decisione dell’Union europea affinché i suoi 28 Stati membri distinguano le istituzioni israeliane dai territori occupati nel 1967 e di astenersi da qualsiasi rapporto ufficiale con esse. La direttiva dell’UE emanata dall’Alto rappresentante per la politica estera, Catherine Ashton, vieta il finanziamento, l’investimento o il conferimento di premi a qualsiasi organizzazione attiva negli insediamenti dei territori occupati. La Ashton ha inoltre specificato che qualsiasi nuovo accordo con Israele dovrà includere una misura che escluda gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, a Gerusalemme Est e nelle alture del Golan.

Le implicazioni di tale decisione non faranno che contribuire alla ricerca di una soluzione negoziata del conflitto arabo-israeliano, per una serie di motivi.

Primo, ogni accordo di pace deve riflettere le linee guida universalmente accettate che possano onorare diritti legittimi per entrambe le parti, ovvero le risoluzioni n. 242 e n. 338 del Consiglio di sicurezza dell’ONU. Queste risoluzioni sono state interpretate universalmente nel richiedere a Israele di restituire agli arabi i territori occupati nel 1967, in cambio di un accordo di pace, la fine del conflitto, di confini riconosciuti, del formale riconoscimento di Israele da parte araba e dell’instaurazione di normali relazioni interstatali.

Secondo, la formalizzazione politica della distinzione tra l’Israele del 1967 e i territori arabi annessi e colonizzati fa capire esattamente ciò che l’UE sosterrà o rifiuterà in termini di richieste legittime e di diritti da entrambe le parti. Questo è molto significativo, in quanto senza la ferma posizione di figure come UE e USA i fanatici israeliani possono continuare a rincorrere liberamente il loro sogno colonizzatore.

Terzo, la mossa dell’UE indica a tutti gli interessati che tutte le problematiche legali, etiche, economiche e politiche correlate alla ricerca di una pace arabo-israeliana non sono monopolio del fallimentare approccio americano alla mediazione. la mossa dell’UE suggerisce ad altri attori come poter giocare un ruolo significativo nel completare ed ampliare le iniziative diplomatiche statunitensi, oltre a contribuire nel plasmare i contorni di una pace permanente che onori anche il diritto internazionale. 

Quarto, la chiara politica affermazione di uno Stato di Israele legittimo all’interno dei suoi confini del 1967 contro i territori occupati da un governo criminale e colonizzatore si trasformerà presto in misure commerciali e culturali da parte di coloro che vogliono essere visti come sostenitori della legge internazionale. Diversi Stati europei hanno già attivato regolamentazioni che richiedono l’identificazione dei prodotti provenienti dai territori occupati, mentre alcuni supermercati inglesi e olandesi hanno già smesso di comprare prodotti originari degli insediamenti. Questa tendenza non farà che accelerare e probabilmente includerà anche altri settori, come quello accademico e culturale e quello tecnologico.

Quinto, tali mosse forse spaventano Israele più di qualsiasi altra azione che potrebbe essere intrapresa da parti arabe o internazionali, in quanto affermano chiaramente e ad alta voce le reazioni politiche occidentali al comportamento israeliano equiparandolo a quello del Sud Africa e del suo sistema di apartheid.

Una cosa simile dovrebbe accadere in Palestina ed Israele in modo da raggiungere una fine pacifica del conflitto, permettendo a tutta la popolazione di vivere in eguale dignità. La mossa dell’UE potrebbe accelerarne il processo. Com’è rigenerante vedere una colazione di Stati con notevoli poteri globali spezzare una lancia in favore della legge internazionale e della decenza umana.

Link all’articolo: http://www.dailystar.com.lb/Opinion/Columnist/2013/Jul-24/224793-applaud-the-eu-decision-on-settlements.ashx#ixzz2a2ek1qZN