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Israele e una tendenza preoccupante per i partiti arabi

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knessetdi Ammon Be’eri-Sulitzeanu (Yedioth Ahronoth 15/01/2013). Traduzione di Claudia Avolio.

 

I leader dei partiti di centro-sinistra hanno discusso la possilibità di formare un blocco unito contro Netanyahu in vista delle elezioni per promuovere i loro obiettivi. Un accordo di pace coi palestinesi e una politica economica che riduca il divario all’interno della società sono tra quelli chiave. A sostenere tali obiettivi ci sarebbero anche Hadash, Balad e la Lista Araba Unita-Ta’al, ma i partiti ebraici non prendono neppure in considerazione la possibilità di collaborare con loro.

 

Yachimovich e Livni si rifiutano di discutere l’opzione di una partnership politica con funzionari arabi eletti, e Lapid ha fatto capire che secondo lui è un’idea ridicola. I leader ebraici moderati preferiscono sedere nelle file dell’opposizione o unirsi a una pericolosa coalizione di destra, purché non ci siano arabi. I giorni del secondo governo Rabin, durante i quali i partiti arabi hanno sostenuto la coalizione da fuori e raggiunto traguardi significativi per gli arabi – soprattutto circa lo sviluppo delle infrastrutture – sembrano giorni molto lontani.

 

Senza dubbio, l’investimento a lungo termine che consiste nel delegittimare i partiti arabi come partner per un’alleanza politica sta portando i suoi frutti. Perfino il pubblico moderato, liberale, sociale e in cerca della pace ha interiorizzato il messaggio e – come i suoi leader – crede davvero che membri della Knesset arabi siano pericolosi traditori distaccati dal loro pubblico e che si occupano solo del problema dell’occupazione. I seggi mostrano come una larga maggioranza del pubblico ebraico – vicino al 70 percento – creda che anche le decisioni socioeconomiche richiedano una maggioranza strettamente ebraica.

 

Questo deterioramento nell’attitudine del pubblico ebraico verso la minoranza araba e i suoi eletti si è anche manifestato con la violenza nella sfera pubblica ai danni di legislatori arabi: il membro della Knesset Hanin Zoabi è stato aggredito pesanetemente da attivisti di un’ala dell’estrema destra alla Corte Suprema. Al Teddy Stadium di Gerusalemme i tifosi hanno gridato “Ahmad Tibi è morto” senza interruzione. Lo stesso Tibi ha ricevuto sputi all’università Bar-Ilan. Ci sono tentativi di escludere i partiti arabi prima di ogni elezione, e i giovani arabi vengono attaccati a Gerusalemme solo perché sono arabi – coi leader del Paese che restano in silenzio.

 

La legittimità delle attività di alcuni legislatori arabi può essere chiamata in causa, e non sono certo immuni da critiche, ma un esame accurato della loro attività parlamentare durante la diciottesima legislatura della Knesset confuta del tutto l’accusa secondo cui non si occuperebbero di questioni socioeconomiche che stanno a cuore al pubblico arabo. La campagna di delegittimazione ha raggiunto nuovi minimi nel corso dell’attuale legislatura. Non si tratta più di alleanze politiche. Alcuni funzionari trattano i membri della Knesset arabi come reietti – a volte ricevono istruzioni in tal senso da parte dei loro ministri.

 

Un esempio è quello dell’annuncio di Yisrael-Beiteinu secondo cui i ministeri guidati dai propri membri avrebbero smesso di cooperare con una commissione d’inchiesta parlamentare che esamina l’impiego di arabi nel settore pubblico. Il perché? La commissione è guidata da un funzionario arabo eletto. Un partito arabo troverebbe difficile unirsi a un governo che non dichiara un accordo di pace come parte dei suoi obiettivi, ma sostenerlo dall’esterno è un’opzione. Ad ogni modo, la questione più importante è il fatto che i partiti di centro-sinistra non vogliano allearsi coi partiti arabi, nonostante abbiano un’agenda comune. Questa è una tendenza preoccupante che sfiora il razzismo e perlopiù getta un’ampia ombra sulla prospettiva di un futuro migliore per tutti i cittadini di Israele.

 

Ammon Be’eri-Sulitzeanu è direttore co-esecutivo di Abraham Fund Initiatives, che lavora per promuovere la coesistenza e l’uguaglianza tra gli ebrei d’Israele e i cittadini arabi.

 

Link: No Arabs, no united bloc