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Israele accusa il Real Madrid di difendere la violenza e il terrore per aver ricevuto Ahed Tamimi

(agenzie 30/09/2018)

“Ahed Tamimi non combatte per la pace, difende la violenza e il terrore. Le istituzioni che l’hanno ricevuta e celebrata, indirettamente incoraggiano l’aggressività e non il dialogo e la comprensione di cui abbiamo bisogno. Oggi non andrò al Bernabeu”.

A parlare via twitter è l’ambasciatore israeliano in Spagna, Daniel Kutner, che il 29 settembre ha esternato la sua indignazione dopo la calorosa accoglienza che il team del Real Madrid ha riservato a Ahed Tamimi, la 17enne palestinese arrestata il 19 dicembre 2017 per aver schiaffeggiato due soldati israeliani dopo aver saputo che il cugino 15enne era stato colpito alla testa durante una manifestazione.

Rilasciata due mesi fa dopo otto mesi di carcere, la giovane icona dell’attivismo palestinese, in questi giorni in visita in Spagna con i genitori, è stata infatti entusiasticamente accolta dalla squadra madrilena allo stadio Santiago Bernabeu e ha poi incontrato il team manager Emilio Butragueno, leggendario ex attaccante del Real e responsabile delle relazioni internazionali del club, che le ha consegnato una maglia con il suo nome. Il giornale sportivo spagnolo Marca le ha inoltre dedicato il titolo « Il Real Madrid accoglie Ahed Tamimi al Bernabeu».

Ma tanto calore ha fortemente irritato Israele e oltre all’ambasciatore Kutner, anche il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Emmanuel Nachshon, ha reagito via social definendo “vergognosa” l’accoglienza riservata a Ahed Tamimi.

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