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Iraq: poche chances per il turismo anche durante il Ramadan

Elaph (24/07/12). Un lavoratore nel campo del turismo alberghiero dichiara che le misure di sicurezza del suo paese, stanno spingendo molte persone a rinunciare di visitare l’Iraq. Ciò è dovuto al fatto che la sicurezza è al di sopra di tutto e per questo non sono stati creati piani per facilitare i viaggi turistici e non sono stati offerti servizi. Continua dichiarando che non ci sono progetti in atto, ci sono invece politiche improvvisate ed iniziative personali condotte da persone del settore per attirare visitatori. Conclude affermando che solamente pochi hotel nelle città sacre vantano personale qualificato.

Una lunga attesa

Un turista libanese, Hassan Mohammed, che sta visitando i luoghi sacri della città di Karbala, afferma che c’è un ritardo nelle misure di controllo; da quando ha messo piede sulla terra dell’aeroporto di Baghdad ha dovuto aspettare molto perché completassero il controllo minuzioso dei suoi documenti. Tuttavia, il turista pensa che l’Iraq meriti una visita per l’importanza dei luoghi sacri e storici. Degli imprenditori si sono impegnati nella creazione di ristoranti raffinati o impianti lussuosi, ma Raed Hassan, lavoratore nel settore alberghiero a Karbala, ha dichiarato che molti hotel quest’anno sono rimasti vuoti a causa di una battuta d’arresto dell’industria del turismo e ha chiesto una politica pubblicitaria per attirare turisti.

Un turismo interno

Un esperto del turismo Tareq Kadem, ritiene che il turismo religioso interno continua ad essere molto importante, in particolare da e verso l’Iran e la Turchia. Il turismo interno aumenta anche nella zona del Kurdistan, specialmente nel periodo estivo. Ma Hassan Jassim osserva che se il turismo religioso è al primo posto, il turismo archeologico e gli stessi siti archeologici non sono sfruttati, nonostante l’Iraq sia uno dei paesi con il più gran numero di siti storici. Per promuovere questo settore deve essere promosse una politiche e stabilizzata la sicurezza, in questo modo ci sarà la possibilità di attirare turisti. A questo settore non viene data alcuna importanza dagli anni quaranta del secolo scorso, a causa della mancanza di risorse finanziarie.

Mancanza di esperienza

Un altro problema del settore turistico, secondo il proprietario di una agenzia di viaggi che organizza visite turistiche dei luoghi religiosi tra Iran, Iraq e Turchia, e in precedenza tra l’Iraq e la Siria, è che la maggior parte dei lavoratori non è qualificata per la gestione di strutture turistiche ed hotel, oltre a ciò, vede il turismo come un commercio per realizzare guadagno non facendo  attenzione al fatto che il turismo rappresenta l’aspetto culturale del paese e che la sua immagine si raggiunge i vari paesi del mondo. È necessario contribuire allo sviluppo del turismo incoraggiando gli investimenti, anche con il sostegno governativo. Si deve fare affidamento sulle decine di diplomati in istituti turistici e alberghieri i quali lamentano la disoccupazione.  Karim Ahmed, imprenditore nel settore ristorativo nella città di Najaf, afferma che la sua esperienza ha avuto successo, ma il decollo del settore ristorativo non otterrà nessun risultato se non ci saranno politiche che riabilitino il settore del turismo. Ahmed aggiunge che molti stranieri sono contenti del cibo iracheno ma si lamentano della mancanza di altri mezzi di intrattenimento.


Alessandra Cimarosti

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