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Iraq: inchiesta Al-Sweady su torture compiute da truppe britanniche

Al-SweadyAsharq AlAwsat (21/03/2013). Maza’i Karim Al-Sweady è stato il primo a testimoniare, lunedì, davanti a una commissione di inchiesta, circa presunte atrocità compiute in Iraq nel 2004. Una sessantina di altri testimoni iracheni presenteranno le loro prove relative all’inchiesta che sta investigando sulle circostanze attorno all’uccisione di 28 persone a un checkpoint “Danny Boy” in Iraq meridionale. Il caso prende il nome dal figlio di Maza’i Karim, Hamid Najal Al-Sweady, di 19 anni, tra gli iracheni che sarebbero stati prima arrestati e poi uccisi durante la custodia. L’esercito britannico nega le accuse. Maza’i Karim ha mostrato alla commissione d’inchiesta le foto del corpo di suo figlio, descrivendone le ferite viste poco dopo la sua morte. L’uomo ha spiegato d’aver preparato il corpo del figlio alla sepoltura e di essersi accorto del segno di corda usata attorno al suo collo, dei lividi sul suo petto e di un polso rotto. Ha anche parlato di due ferite da proietile, una al collo e l’altra alla gamba. Questa è la seconda Commissione Pubblica Britannica d’inchiesta che investiga sul comportamento dell’esercito nel corso della guerra in Iraq. L’inchiesta Al-Sweady, ordinata dal governo britannico nel 2009, è già costata quasi 9 milioni e mezzo di euro nella sua fase pre-udienza. Le udienze, da cui ci si attende che durino circa un anno, vedranno coinvolti 15 testimoni iracheni che voleranno a Londra e altri 45 che andranno invece a Beirut dove forniranno le loro prove via video dall’ambasciata britannica. Ad essere ascoltati saranno anche circa 200 testimoni dell’esercito britannico.

Claudia Avolio

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