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Iraq: colpo di Stato di Abadi?

Di Tariq Alhomayed. Asharq Al-Awsat (10/08/2015). Traduzione e sintesi di Omar Bonetti.

Dopo settimane di proteste che invocano la fine della corruzione, servizi governativi più efficaci, riforme su larga scala, il Primo Ministro iracheno Haider Al-Abadi ha proposto di cancellare le molteplici cariche di Vice Presidente e Vice Primo Ministro presenti nel panorama giuridico iracheno. La decisione fa parte di una serie di misure che hanno l’obiettivo di sedare le rivolte, di sistemare il dilagante sistema clientelare dell’Iraq e di sostenere i fondi statali. Tuttavia, si tratta di una mossa veramente riformista oppure di nuovo colpo di Stato?

C’è largo consenso sia all’interno sia all’estero sul fatto che le quote settarie delle cariche governative, così come i politici affiliati ad attori esterni, come l’Iran, non facciano bene allo Stato. La decisione di Abadi di eliminare le suddette cariche (due sciiti e un sunnita per la prima, e uno sciita, un sunnita e un curdo per la seconda) va indagata nel suo tempismo, nella sua implementazione e nei suoi obiettivi e motivi poco chiari. Sembra, infatti, che Abadi stia usando la protesta in proprio favore.

In primo luogo, dato che l’Iraq sta affondando a causa dei continui conflitti e tensioni settari, non è chiaro se e come questa mossa possa eliminare le quote settarie e salvaguardare i diritti di tutti i gruppi etnici e religiosi dell’Iraq. Questo elemento è ancora più rilevante se si tiene conto che Abadi non ha voluto armare i gruppi tribali sunniti che lottano contro Daish (meglio conosciuto come ISIS) e che c’è ancora incertezza sul progetto di ricostituire la Guardia Repubblicana. Inoltre, manca del tutto fiducia tra il Governo centrale e i curdi.

La verità è che tutto quello che è successo in Iraq dalla caduta di Saddam Hussein mira a rinforzare la sfiducia tra i differenti gruppi etnici e religiosi dell’Iraq. Tutti i Governi che si sono susseguiti hanno fallito nel risolvere la questione settaria e il clientelismo. Perciò, perché gli iracheni dovrebbero pensare che Abadi possa risolvere questi problemi con la sua ultima mossa? Abadi permetterà l’elezione di Primo Ministro curdo o sunnita, senza appellarsi a motivi settari o facendo ricorso a un veto iraniano, com’è successo per l’elezione di Al-Maliki, che perse contro il suo avversario sunnita Iyad Allawi?

In assenza di un dibattito politico genuino e di un processo di riconciliazione nazionale, non ci sono garanzie che Abadi abbia delle intenzioni sincere. Per concludere, dato tutto quello che è accaduto in Iraq, è estremamente difficile affidarsi ai soli buoni propositi.

Tariq Alhomayed è un giornalista ed ex capo redattore di Asharq Al-Awsat, attualmente lavora come analista e commentatore di notizie ed attualità per diversi programmi.

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Silvia Di Cesare

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