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Iran: tra propaganda e fiducia

Zoom 5 dic Iran2Di Abdel al-Rahman al-Rashed. Asharq al-Awsat (04/12/2013). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo.

Il ministro iraniano per gli Affari Esteri, Mohammad Javad Zarif, si è rifugiato nel vecchio comportamento per il quale i media vengono usati per esercitare pressione politica. Si è lamentato del fatto che la sua richiesta di visitare l’Arabia Saudita sia stata rifiutata. Tuttavia, la verità è che quando la sua richiesta era stata approvata ed era stato fissato un appuntamento con la sua controparte saudita, lui si sia rifiutato di presentarsi all’incontro.

Allo stesso tempo, alcuni commentatori iraniani hanno prontamente fabbricato storie sul fatto che la maggior parte dei Paesi del Golfo siano d’accordo nel porre fine alle problematiche più dibattute con l’Iran. Un commentatore iraniano ha sostenuto che sono state raggiunte soluzioni con Bahrein, Iraq, Siria, Libano e Yemen e che tutti i Paesi del Golfo, eccezion fatta per l’Arabia Saudita, erano d’accordo su queste soluzioni!

Di certo, qualsiasi novellino nel campo della politica sa che è impossibile risolvere facilmente problematiche così complesse. Qualsiasi studente di scienze politiche sa che è illogico che cinque Stati del Golfo approvino i suggerimenti dell’Iran ignorando la posizione dell’Arabia Saudita. Si tratta semplicemente della propaganda dell’Iran per vendere l’idea di un Paese cambiato che desidera riconciliarsi, mentre Paesi come l’Arabia Saudita hanno altri piani.

Sia che Zarif visiti l’Arabia Saudita o meno, sia che continui il suo marketing contro di essa o meno, i problemi della nostra regione non possono essere risolti attraverso l’uso della propaganda. È importante riformare le relazioni tra Iran e Golfo con tutte le buone intenzioni. Il presidente iraniano Hassan Rouhani lo sa perfettamente, avendo svolto un ruolo cruciale nella riconciliazione con l’Arabia Saudita negli anni ’90.

Se il governo Rouhani mira a una completa riconciliazione nella regione, allora si deve stabilire una comunicazione seria, senza pressione o propaganda. La riconciliazione dell’Iran con gli Stati Uniti non è sufficiente per alterare le posizioni del Golfo. Il desiderio di diminuire le tensioni regionali, specialmente nel Golfo, è un obiettivo condiviso da iraniani e americani. Tuttavia, le questioni importanti, come quelle legate al Bahrein, all’Egitto, alla Siria, non sono viste allo stesso modo dal Golfo e dagli Stati Uniti.

Sin dall’elezione di Rouhani, l’Iran ha fatto capire al mondo che sta entrando in una fase di cambiamento e transizione. Speriamo davvero che sia così, ma le dichiarazioni dei media non sono sufficienti per provarlo. Non basta neanche vendere promesse agli americani. Se gli iraniani sono onesti sulla riconciliazione, troveranno dei veri amici nel Golfo. Per poter arrivare al punto di scacciare via ogni dubbio, bisogna costruire la fiducia e superare ogni ostacolo.

Ci stiamo davvero raffrontando con un Iran nuovo? Non è affatto facile crederci. Vogliamo che l’Iran ponga fine alle sue attività ostili in Yemen, Bahrein, Gibuti, Gaza, Iraq, Siria e Libano. È possibile?

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Roberta Papaleo

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