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Iran critica nuovo film sul Profeta Muhammad

(Al-Arabiya). Il nuovo film “Muhammad, il messaggero di Dio” è il film più costoso nella storia iraniana ed è già stato criticato prima della sua diffusione. La storia coranica sarà messa in discussione e il film stesso si focalizzerà sulla vita del Profeta da bambino, prima della chiamata di Allah. “Come dobbiamo presentare il nostro profeta?” si è chiesto il regista del film Majid Majidi. “Molti trasmettono i loro messaggi al mondo attraverso il cinema e le immagini”. 

Nella storia del cinema americano, i film che riguardano la Bibbia hanno spesso trovato i maggiori riscontri in termini di pubblico e botteghino. Le storie bibliche hanno ispirato decine di film dal 1920 fino fino ai recenti blockbuster come “Noah”, interpretato da Russell Crowe e l’epica biblica di Ridley Scott “Exodus: Gods and Kings”.

Ma nell’Islam raffigurare il profeta Muhammad è stato a lungo un tabù. La tradizione islamica è ricca di descrizioni scritte del Profeta e delle sue qualità che lo descrivono come l’uomo ideale, un modello ed un esempio per tutti i musulmani. Ma i religiosi in generale hanno convenuto che il tentativo di rappresentare quell’ideale è vietato.

Ma mentre l’islam sunnita rifiuta qualsiasi raffigurazioni di Muhammad, dei suoi stretti familiari o dei compagni, gli sciiti non lo fanno. Nei paesi sciiti come l’Iran manifesti, striscioni, gioielli e anche portachiavi riportano le immagini del Profeta. Il defunto ayatollah Khomeini, che ha guidato l’Iran dal 1979 con la rivoluzione islamica per poi diventare il leader supremo del Paese, ha tenuto un quadro del giovane Muhammad nella sua stanza per anni.

Il nuovo film, della durata di 190 minuti, si concentra sull’infanzia del Profeta senza mai mostrare il suo volto e lascia agli altri personaggi il compito di raccontare la sua storia, come il nonno Abdul-Muttalib, interpretato dall’attore iraniano Ali Reza Shoja Nouri. “E ‘stato un ruolo molto pesante”, ha detto Nuri alla Associated Press: “Non riesco ad esprimere i miei sentimenti che ho provato a riguardo”.

Nonostante le buone intenzioni del regista, il film ha già visto un’ampia critica ancor prima di essere diffuso, in gran parte nei Paesi arabi a maggioranza sunnita. Nel mese di febbraio, Al-Azhar, una delle più prestigiose sedi sunnite di apprendimento in Egitto, ha invitato l’Iran a vietare un film in cui si svilisce la santità del messaggero di Dio.


Giusy Regina

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