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“Indice per le opere del vento”: la prima traduzione ebraica di Adonis

(Elaph 12/07/2012). Traduzione di Claudia Avolio.

Una casa editrice che si occupa di poesia a Tel Aviv ha pubblicato la prima traduzione completa in ebraico di un’opera di Adonis. Il libro si intitola “Indice per le opere del vento” ed è stato tradotto dal professor Reuven Snir, preside della facoltà di Lettere di Haifa. Snir, che insegna Lingua e Letteratura Araba, ha già lavorato in passato a degli studi sul poeta siriano Adonis, pubblicati in altre lingue.

 

Il traduttore ha arricchito l’opera con una prefazione dettagliata sulla vita di Adonis e sulle sue opere. Il poeta è nato nel 1930 nel paesino di Qasabyn, nella provincia di Latakia, lungo la costa siriana. Nell’introduzione si parla del suo incontro, a 13 anni, col presidente della Repubblica siriana Shukri al-Quwatli, all’epoca dell’indipendenza: in quell’occasione Adonis recitò una poesia nazionalistica dinanzi a lui.

 

Poi Snir descrive il periodo in cui il poeta aderì al partito siriano nazional-socialista, guidato da Antun Sa’adeh e indaga le ragioni che hanno spinto il poeta a scegliere questo nome, Adonis. Inoltre cita la pubblicazione della poesia “Ha detto la Terra”, a Damasco nel 1954, cui è seguita la sua migrazione a Beirut e l’incontro col poeta libanese Yusuf al-Khal, col quale avvierà la pubblicazione della rivista “Shi’r” (“Poesia”).

 

La prefazione tocca anche il tema della posizione assunta da Adonis rispetto ai sanguinosi eventi della crisi in Siria, che ha scatenato critiche da parte di molti intellettuali arabi e non. Un biennio molto prolifico nella sua produzione poetica è stato il 1996-97, quando Adonis si trovava all’università americana di Princeton. Come abbiamo detto, “Indice per le opere del vento” è la prima opera di Adonis che viene completamente tradotta in lingua ebraica. Consta di tredici parti e la prima si intitola “Corpo”. Eccone riproposto l’incipit:

 

“Il tuo corpo è la rosa del tuo cammino

una rosa che avvizzisce e rifiorisce nel medesimo istante.

 

C’è stata una volta in cui hai sentito

che il mattino si stringeva sui tuoi passi?

Allora, ti eri già svegliata

e il tuo corpo era colmo d’amore

la più bella e la più pura pioggia

che alimenta le sorgenti dell’anima,

 

una pioggia a dirotto che sgorga dalle nuvole del corpo.

 

Ogni mattino reca in sé

un corpo nascosto

che ti apre le braccia d’un bimbo.

 

Lei disse:

Il corpo è il primo significato

 

L’amico più vicino all’anima –

la luce.

 

L’amico più vicino al corpo –

l’ombra.

 

L’amore è un corpo

le sue vesti inteneriscono la notte.

 

Il mio corpo è fatto di parole

sparpagliate nel taccuino dei miei giorni.

Nulla è più denso di me

– dice il corpo –

E nulla è più trasparente.”

 

L’opera si conclude con la poesia dal titolo “Guida di viaggio alle foreste del senso”, i cui ultimi versi recitano:

 

“Cos’è il senso?

Il principio del non-senso

ed il suo compimento.”


Claudia Avolio

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