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Chi ha incoraggiato Trump a dichiarare Gerusalemme come capitale di Israele?

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Le dichiarazioni del presidente americano Trump sono frutto di una posizione strategica che aspettava solo di essere annunciata

Di Shafiq Khader Said. Al-Quds (11/12/17). Traduzione e sintesi di Cristina Tardolini.

Il Presidente Trump ha dichiarato il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele, ordinando al Dipartimento di Stato di iniziare immediatamente le disposizioni per il trasferimento dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme; ma la sua scelta non è stata così superficiale o spericolata come molti dicono: essa è la dichiarazione di una posizione strategica presa dall’amministrazione statunitense già 22 anni fa, nel 1995, e stava aspettando solo il momento giusto e le condizioni per essere annunciata.

La triste ironia è che i media ufficiali arabi hanno preparato con molta attenzione le osservazioni per assorbire lo shock di tale annuncio, come ad esempio sottolineando che l’esecuzione della decisione degi Stati Uniti sarà effettiva solo tra due anni, e che il presidente Trump è comunque determinato ad implementare la soluzione dei due stati in accordo con i diritti dei palestinesi; questi organi dimenticano che questa è stata la pratica dell’amministrazione americana da quando l’ex Tycoon è entrato alla Casa Bianca: ha fatto esplodere la bomba, e ha lasciato che gli altri membri della sua sofisticata squadra mitigassero le sue dichiarazioni, sapendo che tutte le sue “sparate” sono state parte integrante del suo programma elettorale e nell’ambito delle sue promesse nelle sue campagne come candidato alla presidenza.

Dall’esperienza e dalla realtà della situazione attuale, il rifiuto della decisione di Trump da parte dei regimi arabi e islamici non andrà oltre la condanna e tutte le parole forti che fluiscono negli incontri dei leader di questi regimi non si trasformeranno in azioni concrete. E questo gli Stati Uniti lo sanno! Il mondo si è unito contro la decisione di Trump, respinta da tutti gli alleati e amici dell’America nel mondo, e gli Stati Uniti sono completamente isolati all’interno del Consiglio di Sicurezza nella misura in cui il delegato americano in Consiglio ha fatto il possibile per accusare le Nazioni Unite di essere contro Israele.

Questo rifiuto fornisce un ambiente appropriato per la mobilitazione araba e islamica in un movimento unificato che metta sotto pressione i governi arabi e islamici per compiere passi concreti che minaccino gli interessi americani nella regione. Allo stesso tempo, questo movimento unificato deve cercare di stabilire un più ampio blocco globale in termini di composizione, compresi i gruppi religiosi, così come gruppi e movimenti all’interno degli Stati Uniti d’America. Questo blocco deve operare attraverso misure concrete, pratiche e pacifiche per arginare la brutalità americana e resistere al disprezzo degli Stati Uniti e di Israele per il diritto internazionale e le risoluzioni delle Nazioni Unite, e per sostenere il movimento globale per la democrazia e i diritti umani, la pace, la giustizia sociale e la globalizzazione.

Shafiq Khader Said è uno scrittore sudanese.

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