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In Libano, nessuna via d’uscita al vuoto presidenziale all’orizzonte

Libano

Di Hussein Dakroub. The Daily Star (18/05/2015). Traduzione e sintesi di Angela Ilaria Antoniello.

Non c’è soluzione in vista al vuoto presidenziale, che questa settimana compie il suo primo anniversario, ha detto il primo ministro Salam Tammam. Così la poltrona cristiana più importante del Paese è ancora libera. Salam ha dato la colpa alle posizioni divergenti  assunte dalle varie fazioni politiche rivali che hanno ostacolato l’elezione di un successore all’ex presidente Michel Sleiman, il cui mandato di sei anni si è concluso il 25 maggio dello scorso anno.

Salam ha respinto la tesi secondo cui la crisi presidenziale deriva in gran dalle carenze dell’accordo di Ta’if del 1989, accordo che pose fine alla guerra civile e che assegnò molte delle prerogative del presidente maronita al Gabinetto. E alla domanda se le potenze regionali possono aiutare a porre fine al vuoto presidenziale, Salam ha risposto dicendo che chiunque decida di intervenire per promuovere il cammino verso le elezioni presidenziali è il benvenuto. Tuttavia, ciò che è prioritario è il consenso inter-libanese.

Nabih Berri, presidente del parlamento, e altri politici libanesi sostengono che un riavvicinamento tra Arabia Saudita e Iran sia essenziale per risolvere la crisi presidenziale, giacché le due potenze regionali rivali esercitano una grande influenza sul Libano. Salam ha invece elogiato il dialogo in corso tra il Movimento Futuro e Hezbollah e tra il Movimento Libero Patriottico di Aoun e le Forze Libanesi, asserendo che questo ha contribuito a disinnescare le tensioni politiche creando un clima più disteso nel Paese pur non essendo stato in grado di trovare una soluzione radicale alla crisi politica portando all’elezione di un nuovo presidente.

Intanto, Salam ha implicitamente sostenuto la proroga del mandato dei vertici militari e della sicurezza, qualora il governo non raggiunga un accordo sulla nomina di nuove figure. Inoltre, ha sottolineato che la stabilità delle agenzie di sicurezza e militari è una priorità assoluta.

L’ex presidente Amine Gemayel ha messo in guardia da questo vuoto di potere che potrebbe mettere in pericolo non solo avvertito che il vuoto presidenziale continuato poneva un pericolo non solo la carica presidenziale, ma l’intero Paese.

Nel frattempo, il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah ha esortato le fazioni rivali a prendere seriamente in considerazione la proposta presentata da Aoun per porre fine alla situazione di stallo in cui il Libano versa da ormai un anno.

Aoun, parlando in una conferenza stampa venerdì, ha proposto una soluzione basata su tre punti per risolvere la crisi costituzionale, compresa l’elezione diretta, da parte del popolo, in due fasi:  prima dai cristiani e in un secondo momento da parte di tutti i libanesi, con il vincitore accettato come presidente dal Parlamento. Aoun ha anche suggerito un referendum nazionale per eleggere il presidente e lo svolgimento delle elezioni parlamentari prima del voto presidenziale.

Hussein Dakroub è un giornalista politico.

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Ilaria Antoniello

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