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Imparando dall’Afghanistan…

donne in politicaDi Joumana Haddad. Now Lebanon (18/02/13). Traduzione di Alessandra Cimarosti.

Mentre guardavo l’intervista del brillante satirista americano Jon Stewart alla candidata alle presidenziali afghana, Fawzia Koofi, nel suo “Daily Show”, ho provato profonda vergogna.

In uno stato come l’Afghanistan, dove una donna può essere uccisa per il solo fatto di essere una donna, una coraggiosa giovane osa alzare la voce, sfidando l’oppressione imposta su di lei e aspirando a diventare presidente.

Nel nostro “moderno” e “liberale” Libano invece, sentiamo giusto parlare di candidate del calibro di Myriam Klink e Lara Kay al Parlamento. Pochi media dedicano attenzione alle donne serie che si fanno strada per le prossime elezioni e che cercano di fare la differenza per questo paese. La maggior parte di noi non ha nemmeno mai sentito i  loro nomi, non sa nulla del loro background e delle loro agende politiche.

Si, in un paese come l’Afghanistan, dove la gente rischia la vita per esprimere il proprio voto, dove le candidate donne sono spesso accusate di essere prostitute, dove chi lavora per la campagna elettorale può essere rapito, e le famiglie delle candidate sono minacciate, le donne non permettono alla paura di impedire loro di dimostrare la propria determinazione ed andare avanti. Nel frattempo, nel nostro “democratico” Libano, molte donne sono convinte del fatto che la politica appartiene al “mondo maschile”. Allora qual è il mondo femminile? Quello delle pedicure e dello shopping a Aishti?

Fawzia Koofi, membro del Parlamento, candidata alle presidenziali e grande sostenitrice dei diritti delle donne, è stata la prima dei suoi 22 fratelli e sorelle ad avere un’educazione. È stata eletta al Parlamento nel 2005 e rieletta nel 2010. I talebani hanno cercato di assassinarla, dopo la sua elezione. È davvero motivante ascoltarla parlare, sapendo che vive in un paese dove si spara alle donne, anche se una leggera brezza solleva i loro burqa.

Quanto scritto sopra non significa che io sostenga ciecamente le donne in politica. Secondo me, non è sufficiente per una candidata essere donna, per aspettarsi l’incoraggiamento e il sostegno di altre donne. No, e altri mille no per un tale tipo di solidarietà superficiale. Le donne meritano di più. Molto di più.

Nonostante ciò, sono convinta che abbiamo numerose candidate meritevoli in questo paese, e io mi auguro che le prossime elezioni daranno loro la possibilità di dimostrare i propri talenti e le proprie capacità. Fino a quando le strutture politiche, culturali ed economiche saranno controllate dagli uomini, vedo poca speranza per un cambiamento nelle basi degli atteggiamenti che gli uomini hanno nei confronti delle donne. Nessuna nazione può essere forte economicamente senza il coinvolgimento delle donne. Nessuna nazione può essere chiamata una democrazia senza il rispetto dei diritti delle donne. Nessuna nazione può andare avanti senza la partecipazione delle donne nella propria vita politica.

In Libano, abbiamo fortemente bisogno di più donne in Parlamento, visto che c’è chi ridicolizza il ruolo delle donne in politica, come Klink e Kay, e chi non rispetta i diritti delle donne. E badate bene, ho detto “donne” non aspiranti starlet. Donne che abbiano bocche collegate al cervello. Donne che affrontino il sistema patriarcale e la discriminazione.

In breve, donne che possano finalmente risollevare la coscienza e la rappresentanza femminile, invece di continuare a sostenere quella maschile.

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Alessandra Cimarosti

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