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Immersioni in Libano: alla ricerca di reperti storici sott’acqua

Viaggi libano immersioni inDi Mazen Majouz. Asharq al-Awsat (26/11/13). Traduzione e sintesi di Maryem Zayr.

Le fonti d’acqua sulfurea calda presenti nel sottosuolo della città di Tiro, nel Libano meridionale, rappresentano un fenomeno naturale, dalle proprietà curative, che caratterizza il mare del Paese. Insieme ad esse, questo mare ospita un’altra enorme ricchezza: sui suoi fondali, infatti, possono essere trovati navi, sottomarini e vecchi aerei, nonché numerosi reperti archeologici.

Naturalmente, non si può sperare di imbattersi in tali resti storici tramite una semplice immersione. È dunque qui che nasce l’impegno ventennale di Mohammad Sarji, capo dei professionisti subacquei in Libano, che insieme ai suoi compagni organizza il cosiddetto “turismo subacqueo in Libano”.

“Sono orgoglioso di molte mie scoperte. Il mare libanese è ricco di resti archeologici: infatti, nel 1998 è stata scoperta l’antica città fenicia di Sidone e nel 2001 è stata scoperta della città di Yarmuta, un sito archeologico nel fondo del mare di Zahrani che risale al secondo millennio a.C.. Sono state scoperte colonne in marmo, strade, porte e resti di costruzioni ancora in ottime condizioni”, ha commentato Sarji, aggiungendo che tali scoperte sono state possibili grazie alla cooperazione con il dottor Youssef Hourani, ricercatore in storia antica.

zoom immersioni libanoIl turismo subacqueo, alimentato dal desiderio di scoprire i segreti dei mari e degli oceani, è considerato tra gli sport d’acqua più attraenti: esso dà

l’opportunità di godere liberamente della bellezza naturale dell’ambiente sottomarino ed ammirare da vicino lo splendore delle creature acquatiche, animali e vegetali.

Da parte sua, Sarji organizza corsi relativi a diversi tipi di immersioni, tra cui le immersioni di fotografia, quelli notturni, quelli ambientali e quelli archeologici. Molti turisti praticano le immersioni, la cui profondità varia  dai circa 40 metri per i dilettanti, fino a più di 3000 metri per i più esperti: qui, oltre le creature marine, si possono ammirare i pozzi naturali di acqua sulfurea celati dalle profondità delle acque.

Secondo alcuni riferimenti storici, nel 1842 lo scienziato francese Dibertih aveva visitato il Libano per conto dell’Accademia francese per studiare la costa libanese: Diberith aveva parlato di fonti d’acqua calda nella parte meridionale del fiume Litani, dove aveva osservato l’afflusso di molte persone in cerca di guarigione da alcune malattie.

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Roberta Papaleo

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